Monitorate da Legambiente le stazioni Fm 2 Prenestina e Serenissima

Ecco i risultati e le proposte
Enzo Luciani - 20 Dicembre 2011
Abitare A Ottobre 2019

In occasione della campagna “Pendolaria” di Legambiente, il cui scopo è richiedere il potenziamento del trasporto passeggeri su ferro, il Circolo “Città Futura” ha monitorato le stazioni ferroviarie situate nel territorio del VI Municipio di Roma della linea FM2 (Roma Tiburtina-Lunghezza): Roma Prenestina, Serenissima, In più è stato fatto un sopralluogo alla stazione Casilina, la quale non effettua servizio passeggeri.

Ecco i dati integradi diffusi da Legambiente

Dati relativi alle stazioni Roma Prenestina e Serenissima
L’indagine conoscitiva ha raccolto tutti i dati relativi alle stazioni per verificare se le stesse offrono i servizi minimi ai loro utenti. Il monitoraggio, ricavato in seguito a sopralluoghi effettuati il giorno 09 dicembre 2011, puntava a verificare la presenza o meno di servizi quali la vendita di biglietti, la presenza o meno di erogatrici di biglietti e di distributori di bevande calde e/o fredde; la presenza di bar o di giornalai; il funzionamento delle obliteratrici, la presenza del personale ferroviario e dei servizi igienici. L’indagine ha analizzato la struttura delle stazioni verificando la presenza e il funzionamento di scale mobili, di ascensori, di tabelloni orari, di annunci vocali di ritardi. Inoltre si è verificato lo stato delle attrezzature nell’atrio e sulle banchine notando anche i relativi problemi di dislivello per accadere ai treni. Il monitoraggio ha visionato lo stato di pulizia delle stazioni e degli spazi circostanti e ha valutato lo stato di sicurezza nelle ore diurne e notturne. Sono stati rilevati anche eventuali problemi di raggiungibilità della stazione verificando la presenza di bus e navette e di parcheggi di scambio.

Una considerazione: tre anni fa, il Circolo fece la stessa indagine sull’FM2 (sono a disposizione le conclusioni) e sono interessanti alcuni le osservazioni che sono emerse e che le ritrovate nel corso della lettura.

Dati relativi ai treni
La frequenza dei treni è del tutto insufficiente (nelle ore di punta un treno ogni dai 12-18 minuti) a coprire una domanda sempre più in crescita, a causa anche dei nuovi insediamenti abitativi (vedi Tor di Nona) e l’espulsione di migliaia di romani fuori dalla città verso le cittadine al confine comunale a causa degli alti costi della casa a Roma.

STAZIONE DI ROMA PRENESTINA

 La stazione Roma Prenestina venne inaugurata nel 1887 insieme alla ferrovia Roma-Sulmona-Pescara. All’epoca della costruzione sorgeva in piena campagna e trovava come unica ragione di vita l’essere il bivio per la stazione Termini o quella di Portonaccio (oggi Roma Tiburtina).

Oggi la Stazione Prenestina si sviluppa su un unico livello: l’entrata principale e il vecchio edificio in cui risiedevano le biglietterie sono stati completamente chiusi al pubblico e, quindi, per accedere alla stazione bisogna attraversare, incomprensibilmente, i due cancelletti posti lateralmente.

Durante il nuovo sopralluogo si è constatato che i miglioramenti, rispetto al 2008, sono limitati allo spostamento della fermata delle linee ATAC 213 e 312 davanti all’ex entrata della stazione, all’installazione di uno striscione che comunica all’utenza la possibilità di poter acquistare il biglietto ferroviario presso il bar-tabaccheria ed al fatto che gli ascensori per disabili sono ora funzionanti.
Lo stato degli arredi e della pulizia della stazione sono rimasti di buon livello.
I fattori critici che limitano l’uso della stazione da parte dei pendolari della zona sono ancora quelli riscontrati nel 2008, ovvero:

• mancata realizzazione della ciclabile come da progetto e di un apposito spazio ove poter riporre in sicurezza le biciclette;
• uso quasi maniacale di recinzioni fuori e dentro la stazione che non fanno altro che renderne l’accesso ancora meno agevole; rispetto al 2008 sono stati recintati anche l’ex ingresso della stazione e le banchine dei binari 1 e 2;
• utilizzo dei binari 3 e 4 per i treni locali al posto dei binari 1 e 2 (utilizzati per il solo transito dei treni ad alta velocità) obbligando gli utenti ad un percorso tortuoso per raggiungere la banchina;
• assoluta mancanza di personale;
• scarso numero di treni;
• servizi igienici presenti solo presso il bar, che la domenica è chiuso.

Va ricordato che questa stazione potrebbe dare un significativo contributo per decongestionare l’alto livello di traffico che affligge via Prenestina dal momento che bastano appena 5 minuti per raggiungere Roma Tiburtina e 7 minuti per Roma Termini.

 STAZIONE SERENISSIMA

La prima cosa che salta all’occhio è lo stato di degrado e di abbandono che affligge l’area verde creata al di sopra della stazione: vi sono erbacce ovunque, anche tra le mattonelle dei marciapiedi, gli arredi ed i cestini sono in uno stato pessimo ed ovunque vi sono segni di vandalismo: graffiti con frasi e raffigurazioni offensive e residui di bivacco. Di quest’ultimo problema è afflitto il sottopasso che collega il giardino dalla parte di Via Spencer con l’ingresso della stazione: c’è un cancelletto forzato oltre al quale vi sono materassi, vestiti e varie bottiglie: cosa che rende il sottopasso assolutamente insicuro e maleodorante.

Delle due scalinate d’accesso per chi giunge da Viale della Serenissima solo quella a nord è agibile, l’altra è chiusa per lavori di rifacimento in seguito ad atti vandalici come riferitoci da alcuni abitanti della zona e come testimoniano vari video su YouTube.
Il parcheggio della stazione è di piccole dimensioni ed ancora del tutto sprovvisto di una zona adibita alla sosta di motoveicoli e biciclette, nonché mal segnalato e difficilmente raggiungibile.
Una volta dentro la stazione la situazione cambia: lo stato di pulizia è molto buono e gli arredi in ottimo stato, i montacarichi per disabili sono in funzione, a parte quello della scalinata che da su Viale della Serenissima, direzione Tiburtina, chiusa per lavori. E’ ancora del tutto mancante una emettitrice di biglietti automatica od una tabaccheria nella zona.
All’interno della stazione, per accedere alla banchina, si devono percorrere due ripide scalinate, l’unica scala mobile presente, non essendo in funzione, rappresenta un grave problema per l’utenza anziana o con pesanti bagagli al seguito.

Durante il sopralluogo abbiamo notato che lungo via Spencer, ad un centinaio di metri dalla scalinata sopra menzionata, vi è una zona che sembra un cantiere abbandonato dove, attraverso due rampe, si accede alla parte sovrastante la galleria artificiale dove abbiamo rilevato la presenza di un’area cani recintata in condizioni pessime circondata da un’ampia area i cui lavori appaiono incompiuti ed il cantiere abbandonato.

Per questa stazione vale lo stesso discorso della stazione Roma Prenestina: sorgendo in una delle aree più densamente popolate di Roma, dovrebbe essere un’importante alternativa per gli spostamenti verso il centro città ma, oltre che metaforicamente anche di fatto, è un vero e proprio muraglione di cemento tra il treno ed i pendolari.
Non di meno è da sottolineare che a causa dell’assoluto abbandono da parte dei responsabili alla manutenzione ed alla vigilanza ed a gente incivile la stazione porta malissimo gli appena 5 anni trascorsi dalla sua inaugurazione.

OSSERVAZIONI E PROPOSTE

Le stazioni monitorate, dal punto dei servizi offerti alla clientela, versano in uno stato non confortante: solo la stazione Roma Prenestina ha al suo interno un bar che svolge il ruolo di rivenditore di biglietti, giornali, tabacchi, snack e bevande rendendo più confortevole al viaggiatore l’attesa in stazione. In tutte e due mancano un’erogatrice automatica di biglietti, cosicché chi volesse prendere il treno è costretto ad acquistare precedentemente il titolo di viaggio o a cimentarsi nella ricerca di una rivenditoria nelle vicinanze, cosa non molto semplice nella maggior parte dei casi. I bagni sono assenti in tutte le stazioni ad eccezione di Roma Prenestina in cui sono chiusi.
E’ positivo, invece, lo stato della pulizia e degli arredi delle stazioni.

La cosa più grave è la completa assenza del personale di stazione.

Per migliorare i servizi offerti al viaggiatore basterebbe, con un investimento, dotare le stazioni di almeno un erogatore di biglietti e di una macchinetta automatica per snack e bevande. In oltre la presenza del personale o di un agente di sicurezza pubblico o privato farebbe aumentare il livello di sicurezza percepito all’interno della stazione, anche dal fatto le sole telecamere di videosorveglianza non sono sufficienti ad evitare spiacevoli accadimenti.
Ancora molto si può fare per rendere le stazioni più accessibili per chi si muove con mezzi pubblici o privati per esempio creando nuovi parcheggi nelle vicinanze e potenziando le linee di bus che le servono nonché realizzare il prolungamento del tram fino alla Stazione Palmiro Togliatti che consentirebbe di sfruttarne a pieno le potenzialità. Non è da sottovalutare l’idea di creare delle rastrelliere per bici all’uscita delle stazioni per incentivarne l’utilizzo e di una pista ciclabile che parta da via Serenissima e che arrivi fino a largo Lanciani – via XXI Aprile, in modo da collegare la Stazione Serenissima (Fm2) alla Stazione Nomentana (Fm1) al fine di creare un interscambio esclusivo per le due ruote tra le due linee FM. Per la realizzazione di quest’ultimo piano si dovrebbero prevedere dei treni, circolanti su entrambe le linee, che diano ai viaggiatori la possibilità di portarsi al seguito la propria bici.
Per quanto riguarda la stazione Roma Prenestina sembra uno spreco tenere chiuso un immobile che oltre a portare con sé un bagaglio storico, essendo un’espressione del razionalismo del ventennio, può divenire un accogliente ritrovo e riparo dalle intemperie per i viaggiatori nonché un luogo utile in cui installare un’erogatrice di biglietti ed altri servizi pubblici o privati ad uso delle associazioni e dei cittadini. Ma soprattutto va fatta una campagna di promozione dell’uso della FM2, perché tutte le stazioni interne a Roma non sono utilizzate e questo anche perché gli utenti non sono a conoscenza del servizio, ed è un male per i quartieri in quanto qualcuno potrebbe lasciare l’auto e prendere il treno e penetrare in città senza inquinare e senza congestionare.

STAZIONE CASILINA

La stazione Casilina non effettua servizio passeggeri e per questo è chiusa al pubblico. Grazie ad un tecnico delle FS, siamo riusciti a fare delle foto all’interno della stazione e ai binari. In oltre ci è stato detto che la stazione viene utilizzata esclusivamente per far sostare i treni merci in modo da poter dare la precedenza ai treni delle FM. Per questi motivi la stazione non è collegata con gli altri mezzi di trasporto pubblico e non vi è un capiente parcheggio. Si propone di aprire la stazione agli utenti e quindi di renderla un’ utile fermata collegandola con il quartiere di Torpignattara, in modo da offrire ad un quartiere molto popoloso una valida alternativa sostenibile (i vari treni FM) a raggiungere il centro di Roma senza inquinare e intasare la città.

Infine vogliamo sottolineare che nell’area del Pigneto (Circonvallazione Casilina) insiste il vallone ferroviario dove transita la linea FM1: a tutt’oggi non ci sono certezze che venga realizzata la fondamentale stazione FS Pigneto di interscambio con la Linea C della metropolitana e che venga intombato lo stesso vallone, in modo da ricongiungere le due parti del vecchio quartiere.

Per quanto riguarda i treni, la quasi totalità di quelli monitorati è di vecchio modello.
La salita e la discesa dai vari treni è agevole, ma non vi è nessuna pedana per agevolare l’accesso alle persone disabili.
Una volta a bordo, si può notare che lo stato degli arredi versa in condizioni non ottimali: i sedili sono sporchi e in alcuni casi rotti.
Spostando l’attenzione ai servizi igienici si può notare che in alcune carrozze risultano quasi sempre chiusi o, in caso contrario, sporchi.
Il condizionamento e riscaldamento funziona quasi sempre, ma in alcuni casi è utilizzato in modo eccessivo sia ad altre che a basse temperature.
Le varie fermate vengono segnalate tramite annunci vocali.
La frequenza dei treni, a parere dei pendolari è insufficiente, soprattutto per una tratta ferroviaria che deve svolgere servizio metropolitano. A questo si aggiunge la difficoltà di entrare nei vagoni nelle ore di punta.

La risposta ai problemi del trasporto pendolare deve diventare uno degli obiettivi strategici delle politiche nazionali. E ci mobilitiamo per dare voce a un’alleanza di cittadini, associazioni, comitati che si battono per un interesse generale.
Recuperare i ritardi è possibile, invertire il rapporto tra mobilità pubblica e privata non è utopia. Un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare è una scelta lungimirante, che incrocia nuove domande e bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere un treno, migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento urbano. La realizzazione degli obiettivi del Protocollo di Kyoto passa inevitabilmente di qui ma anche l’ambizione di avere condizioni di mobilità degne di un Paese moderno e civile. Nelle città si concentra infatti oltre l’80% della domanda di spostamenti delle persone in Italia. La direzione è quella di una politica della mobilità che permetta di avere più treni in circolazione, più puntuali e puliti che nelle stazioni incontrano metro, tram e autobus per raggiungere nel modo più efficiente e veloce la destinazione di lavoro prevista.
In questa direzione i Comuni non sono esclusi da responsabilità rilevanti. Alla base dell’esperienze di maggiore successo di integrazione tra linee di trasporto ferroviario regionale e metropolitano con il trasporto pubblico locale nelle città europee c’è una forte condivisione di obiettivi e strategie tra i diversi Enti Locali. In Italia occorre rivedere poteri e competenze in materia proprio perché oggi in assenza di Città metropolitane con poteri in materia l’articolazione delle competenze di divide tra Comuni con perimetri troppo limitati e senza risorse, Province senza un ruolo altro che di coordinamento, Regioni interessate a collegamenti autostradali e lungo le reti nazionali e europee.


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