Monopattini: micro-mobilità sostenibile o mine vaganti?

Una dichiarazione del presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma Giuliano Frittelli
Redazione - 29 Luglio 2020

La domanda sorge spontanea, specialmente a Roma. Il parcheggio selvaggio sui marciapiedi, lo sfrecciare indisciplinato nelle strade, la silenziosità che non permette di accorgersi del loro arrivo, hanno fatto dei monopattini un mezzo di trasporto tra i più pericolosi per i pedoni.

Il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma Giuliano Frittelli a margine di un incontro istituzionale dichiara: “la preoccupazione dei pedoni è grande, e ancor di più è il timore di camminare sui marciapiedi e attraversare le strade per i non vedenti e gli ipovedenti. Le piste ciclabili e utilizzabili dai monopattini, se non delimitate fisicamente, diventano un pericolo per la sicurezza di chi non vede. Per questo come Unione italiana ciechi e ipovedenti chiediamo che venga introdotto un rumore artificiale per i monopattini, e motorini elettrici. In analogia alla norma europea che stabilisce dal 2019 che i mezzi a trazione ibrida o elettrica, abbiano un rumore artificiale per le velocità inferiori ai 30 chilometri orari e delle aree ben definite di parcheggio. Alla giunta capitolina spetta sciogliere questo quesito. Tenendo ben presente, i numerosi incidenti successi, non perdendo mai di vista la sicurezza dei propri cittadini. Al governo invece la grande responsabilità, di far si che i monopattini, siano un’opportunità di miglioramento della mobilità urbana, e che questi mezzi non si trasformino in mine vaganti terrorizzando automobilisti e pedoni”.


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