Morena vuole un mezzo pubblico verso Roma

Gli abitanti scendono in piazza per protestare contro la sospensione dei lavori che avrebbero consentito l’avvio del servizio pubblico tanto atteso
di Alessia Ciccotti - 10 Aprile 2009

Il Comitato di quartiere di Morena ha dato appuntamento ai suoi abitanti mercoledì 15 aprile in via dei Sette Metri per protestare contro la sospensione dei lavori per la messa in sicurezza della stessa via, che avrebbero consentito l’avvio di un servizio di collegamento pubblico da Morena alla stazione ferroviaria di Ciampino e al capolinea della metro A Anagnina.

Una battaglia, quella per l’istituzione di un mezzo pubblico che permetta agli abitanti del quartiere di spostarsi più facilmente verso il centro della città, che va avanti già dal 2004 quando il 19 febbraio il comitato presenta una petizione di circa 2400 firme per richiedere appunto questo servizio.

Circa un anno e mezzo dopo, il 6 luglio 2005 il Dipartimento VII conferma l’istituzione del servizio, richiedendo però la messa in sicurezza degli ultimi 100 metri di via dei Sette Metri per permettere una sicura circolazione dell’autobus. Detto fatto, finalmente nel settembre 2008 iniziano i tanto attesi lavori che avrebbero dovuto essere ultimati entro il febbraio 2009. Ma stavolta a mettere i bastoni tra le ruote…dell’autobus ci pensano alcuni abitanti della vicina Via Petrizzi che nel novembre 2008 presentano un ricorso al Tar del Lazio per far sospendere i lavori.

Eccoci giunti ad oggi: l’11 febbraio 2009 il Tar respinge la richiesta, ma i lavori su via dei Sette Metri sono ancora bloccati. Il motivo? E’ proprio quello che mercoledì prossimo gli abitanti di Morena cercheranno di capire chiedendo, gridando, che le operazioni di messa in sicurezza della strada riprendano e che soprattutto vengano terminati entro il 31 maggio 2009. «Qualora i lavori non saranno ultimati entro questa data – avverte il presidente del Cdq di Morena Duilio Palluzzi – i cittadini si costituiranno in giudizio contro l’Amministrazione comunale e contro i proponenti del ricorso al Tar».


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