Moretti treni imperfetti – Apocalisse tarocca – La Comunità ‘Incontro’ – Giorgio parla con gli scheletri

I Fatti e i Misfatti di ottobre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 25 Ottobre 2011

Moretti treni imperfetti

"Su questi treni "Freccia bianca" Roma-Genova andata e ritorno – si è lamentato un passeggero a bordo il 22 scorso – è normale ed usuale, anche nelle carrozze di prima classe, che tante porte non si aprano alle stazioni e che i passeggeri siano costretti ad affannose ed ansiose corse per salire e, soprattutto, per scendere. Ma è tollerabile?"

No. Non è assolutamente tollerabile. Ma, forse, l’amministratore delegato delle Ferrovie, l’ingegner Mauro Moretti, non lo sa. Non lo sa perché lui, quando deve viaggiare, sale a bordo della sua lussuosa auto di servizio oppure sale su un aereo della "nemica Alitalia" oppure ancora sale su una vettura ferroviaria prima, però, scrupolosamente controllata e bonificata in lungo e in largo. E queste sono le ipotesi buone. Quella cattiva è che l’ingegner Mauro Moretti lo sa anche benissimo, ma se ne infischia. Se ne infischia puntualmente. Al contrario dei suoi capitreno che, di solito, puntualmente non fischiano.

Apocalisse tarocca

"Studiando bene la Bibbia – aveva pronosticato il reverendo americano novantenne Harold Camping – ho potuto dedurre che il mondo finirà sicuramente il 21 ottobre di quest’anno".

Il 21 ottobre, però, è trascorso e non c’è stata alcuna apocalisse. E il dotto studioso della Bibbia? Niente. Neppure "tante scuse, devo essermi confuso, forse l’età…" Un fatto, tuttavia, è certo: tutti coloro i quali sperano di vincere i milioni del "Totocalcio" non andranno sicuramente a farsi fare i pronostici da lui.

La Comunità “Incontro”

"La "Comunità Incontro", ora che il suo fondatore don Pierino Gelmini dovrà rispondere in giudizio per certe accuse di molestie sessuali mossegli da alcuni ragazzi – a Terni si dà già per certo – finirà in gestione alla diocesi di monsignor Vincenzo Paglia".

Adotta Abitare A

Monsignor Vincenzo Paglia sembra essere stato sorpreso, più volte, con lo sguardo rivolto al suo stemma ove campeggia il motto "gaudium et spes" (felicità e speranza). Felicità e speranza di arricchire, intanto, il suo già ricco curriculum di "religioso per tutto e dappertutto". Ma – si spera – non di progettare per la "Comunità Incontro" un destino simile a quaello da lui non solo progettato, ma portato a termine, di cedere gli antichi edifici e la ex prestigiosa scuola delle "Suore orsoline" costruita, a suo tempo, su un terreno di gran valore, in via Nazauro Sauro, donato dalla famiglia Eustachi di Cesi. E di cedere il tutto, nientemeno, ad un gruppo di palazzinari i quali, una volta messa mano alle loro opere ingegneristiche d’assalto, tireranno su una serie di appartamenti rigorosamente di lusso e assolutamente non di edilizia economica e popolare. Magari scolpendo, all’ingresso principale, questo significativo motto tutt’altro che francescano: "gaudium et negotium" (felicità e speculazione edilizia). Se non per volontà di Dio, certo, per volontà di un suo attivissimo vescovo.

Giorgio parla con gli scheletri

"Mussolini aveva una sua politica – ha scritto Giorgio Bocca su "L’Espresso" – e invece il regime berlusconiano di autoritarismo morbido ha ucciso l’orgoglio e l’indignazione degli italiani".

Ecco allora spiegato il perché – ove ce ne fosse ancora bisogno – il Giorgio Bocca anteguerra ha militato entusiasta nel partito del fine dittatore politico Mussolini e oggi danna e condanna – suo diritto, per carità – l’autoritarismo morbido e "gnoccaro" di Berlusconi. Il quale Berlusconi sarà anche "gnoccaro", certo, ma c’è chi oggi può dannarlo e condannarlo più onestamente e coerentemente di lui. Senza scheletri nel passato.


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