Mozione “rifiuti zero” in XV Municipio

Lunedì 30 luglio la discussione in Consiglio
Enzo Luciani - 27 Luglio 2012

"Lunedì 30 luglio il Consiglio del Municipio XV discuterà la mozione a sostegno della delibera comunale d’iniziativa popolare ‘Roma verso rifiuti zero’ per arrivare anche nella Capitale ad una politica sui rifiuti in linea con le moderne metropoli internazionali – lo dichiara Alessio Conti, capogruppo della Lista Civica e primo firmatario della mozione – una politica che doti la città di un moderno piano industriale che metta al centro la riduzione, il riuso, il riciclo ed il recupero dei rifiuti retto da due pilastri, quello della raccolta differenziata porta a porta spinta e quello del NO secco e deciso a discariche ed inceneritori quali punto di chiusura del ciclo dei rifiuti".

"Quasi 12.000 cittadini hanno sottoscritto la delibera e un largo consenso su queste tematiche si sta formando nell’opinione pubblica, segno che il livello di consapevolezza della gente è ormai alto, sicuramente oltre quello delle Istituzioni che in questi anni si sono barcamenate tra il non decidere (“tanto versare il tal-quale in discarica costa poco”) e lo scegliere per soluzioni non compatibili con la tutela ambientale, lesive della salute pubblica e per di più anti-economiche (impianti di incenerimento)".

"Consapevolezza che è ancor più matura nei territori che siamo chiamati ad amministrare. La Valle Galeria è l’esempio di questa tragedia ambientale e sanitaria; qui gli abitanti sono testimoni e vittime di un territorio ormai compromesso con tassi di mortalità per tumore superiori alla media. Quale cittadino potrebbe mai accettare una discarica o un inceneritore dopo aver sentito il racconto di chi vive in questi luoghi?In realtà i rifiuti possono essere una risorsa ed in un importante mezzo per rilanciare l’economia locale e l’occupazione, in modo compatibile con l’ambiente e la salute pubblica rispristinando ed eliminando una serie di interesse che negli anni si sono formati, non sempre trasparenti: Camberra, San Francisco, Buenos Aires lo hanno capito e lo fanno da anni, ora tocca a noi".


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