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Municipio Roma 7: siamo su ‘Scherzi a parte’?

A proposito del Consiglio municipale del 10 novembre
di Alessandro Moriconi - 10 Novembre 2009

Se il voto degli atti nel municipio Roma 7 dovessero essere presi in considerazione per dimostrare lo stato di salute della maggioranza si potrebbe tranquillamente affermare che essa è in uno stato ormai prossimo al coma (speriamo solo farmacologico).

L’ultimo voto su una parere ad una proposta di deliberazione della Giunta Comunale e avente per oggetto "un nuovo regolamento per l’esercizio della attività di somministrazione di alimenti e bevande" si è trasformato in un uno di quei tanti sketch che vengono rappresentati nella nota trasmissione "Scherzi a parte ".

La proposta di deliberazione dopo aver incassato il 3 novembre 2009 un parere espresso all’unanimità da parte della Giunta Mastrantonio è passata al vaglio della Commissione Commercio: stesso risultato, ma con l’astensione dei consiglieri del Pdl.

Infine, il 10 novembre 2009, l’esilirante passaggio in Consiglio municipale, con gli eletti del popolo, per ratificare il provvedimento deciso dalla giunta comunale, in cui si stabilisce una sorta di protezione, con una disciplina più restrittiva per i tre municipi di interesse storico e questo si dice per garantire la piena fruibilità degli stessi da parte della collettività.

La somministazione di alimenti e bevande non vuol dire altro che il rilascio di licenze per l’apertura di nuove attività come Bar e Ristoranti attività ormai cresciute a dismisura e che di fatto hanno letteralmente ingoiato (anche per la crisi economica) tutte le altre attività commerciali. Si chiude una attività artigianale o commerciale (esempio di abbigliamento) e voilà, ecco una caffetteria e, a seguire, magari anche un’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico (anche su sede stradale) che nel centro storico protetto, non concedono e che invece sul nostro territorio si ottiene con facilità, visto che non esistono per gli abitanti della periferia gli stessi criteri di salvaguardia.

La proposta è stata presentata con dovizia di particolari dal presidente della commissione commercio Fabbroni (Pd). E’ poi intervenuto il consigliere Rossetti del Pdl, che ha denunciato la superficialità della giunta municipale nel dare un parere favorevole ad un provveimento che stravolgerà "in modo epocale" l’assetto del piccolo commercio e del terziario fino ad oggi tenuti fuori dalle liberarizzazioni contenute nella cosiddetta legge Bersani del 1997 che escludevano bar, ristoranti, farmacie, edicole e tabacchi. Rossetti si è anche soffermato sugli elementi di discrezionalita nell’assegnazione dei punteggi e sulla mancanza di chiarezza rispetto agli organi di valutazione.Da qui l’invito ai consiglieri presenti ad una maggiore riflessione e quindi ad un’astensione nell’espressione del parere.

Il consigliere Pietrosanti del Pd ha condiviso la necessità di una attenzione particolare ai risvolti negativi contenuti in un provvedimento di "rilevanza strategica", convinto che il nuovo regolamento tende a preservare il territorio dall’apertura di attività che possano creare gravi problemi alla viabilita e ai pedoni.

Il consigliere Corsi (Pdl) ha proposto di aumentare il punteggio (da 10 a 15 punti) a quegli esercizi che rifiuteranno l’installazione di videogiochi o apparecchi automatici.

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La consigliera Berchicci nel dichiarare il suo voto di astensione ha sottolineato che nel nuovo regolamento proposto c’è una sorta di protezionismo nei confronti delle vecchie attività, rispetto a chi invece è in procinto ad aprirla.

La seduta è stata presieduta dalla Vicepresidente Mariani e alla votazione della delibera proposta dalla Giunta Comunale si è determinato il seguente risultato: approvazione a maggioranza con due voti favorevoli (Fabbroni e Pietrosanti) e quindici astenuti (Berchicci, Ciocca, Corsi, Di Biase, Tesoro, Fannunza, Figliomeni, Mariani, Mercuri, Orlandi, Platania, Rosi, Rossetti e Vinzi) e il solo voto contrario di Giuliani.

Nella sostanza due voti favorevoli e più Bar per tutti… e nessuna paura siamo su "Scherzi a parte ".


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