Ncc e licenze truccate. Cesaretti (Sel): “Riporteremo la legalità”

L'impegno della presidente della Commissione Mobilità del Comune di Roma
di Giulia Felici - 16 Dicembre 2013
Anna Maria Cesaretti

Anna Maria Cesaretti

Sulle truffe da parte delle società Ncc (Noleggio Con Conducente) arriva a parlarne la presidente della Commissione Mobilità, Annamaria Proietti Cesaretti  (Sel): “L’inchiesta sul trasporto dei turisti nella città di Roma pubblicata da un noto quotidiano ad inizio dicembre, porta alla luce un problema che l’Amministrazione di Roma Capitale sta già affrontando da tempo”.

La magistratura ha chiuso qualche giorno fa il fascicolo delle indagini su un’ottantina di noleggiatori romani accusati di adottare delibere per il rilascio di autorizzazioni, bypassando il regolare bando previsto dalla legge. La normativa, infatti, prevede sede e autorimessa nel comune che rilascia la licenza. Un vero e proprio sistema, quello romano, che sfrutta il turismo del Bel Paese illegalmente per gonfiare le tasche dei noleggiatori ma anche quelle dei comuni che rilasciano false autorizzazioni. Secondo il quotidiano al quale si rifà anche la Cesaretti nel suo intervento, i truffatori in questione “venivano a lavorare tutti a Roma, dove il mercato è molto fiorente”.

Il problema è conosciuto da tempo, dice la Presidente che con l’intera Commissione dell’Assemblea Capitolina alla Mobilità, ha incontrato il 25 ottobre u.s. l’Associazione Nazionale Autonoleggiatori Romani (ANAR). Questi ultimi denunciavano l’abuso di molte, troppe cooperative illegali presenti nella città con licenze rilasciate da altri comuni aggirando di fatto gli ingenui turisti e appropriandosi indebitamente dell’onesto lavoro di chi, le cose, le fa corrette.

“Questa situazione ha stravolto l’equilibrio economico finanziario praticando una liberalizzazione di fatto senza regole, in cui le società titolari di autorizzazioni regolari subiscono un gravissimo danno economico”, afferma la Cesaretti che conclude poi: “l’amministrazione capitolina si sta già attivando per avviare il risanamento del settore e per riportare la legalità attraverso provvedimenti sanzionatori e di prevenzione basati anche e soprattutto su suggerimenti avanzati dall’Anar in sede di commissione”.

Un impegno non da poco, se contiamo che la stessa magistratura ha delineato, nel fenomeno, tutte le caratteristiche della criminalità organizzata.


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