Nebbie fitte sull’Italia politica – il ritorno della “Lega” alle origini – “Fiat voluntas” della setta in Vaticano – Chiara Moroni Marchesa del Grillo – I tagli della follìa – Coerenza di cantautore

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 12 Novembre 2012

Nebbie fitte sull’Italia politica

"Se qualcuno pensa che la frammentazione politica possa portare al "Monti bis" – ha ammonito il segretario del Pd, Pierluigi Bersani – questo qualcuno è da ricovero". "Nel caso dovesse venire a mancare una maggioranza dopo le politiche di primavera – è uscito allo scoperto, infischiandosi del ricovero, Mario Monti 1 – potrei anche restare nel ruolo di "premier"". "Ma di che cosa parla Matteo Renzi – si è esasperato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani – se sta andando avanti, nella campagna elettorale per le primarie, anche con certi fondi "ricoverati" alle Cayman?" "Io e le Cayman? – gli ha controbattuto Matteo Renzi – e a lui chi glieli dà i soldi per gli "sms" che sta massicciamente inviando agli iscritti pd?" "Casini deve decidere dove vuole andare – gli ha mandato a dire il segretario del Pd, Pierluigi Bersani – o finirà per morire di tattica". "Pierluigi Bersani – si è stizzito assai Pierferdinando Casini – deve rispettarci perché non siamo suoi sudditi". "Le primarie nel Pdl – continua a minacciare, da "bravo" manzoniano, Silvio Berlusconi – non s’hanno da fare né ora né mai". "Queste primarie vanno ormai fatte per serietà – non è sicuro di averla spuntata il segretario del Pdl, Angelino Alfano – e intanto, oltre a lui, si sono per ora candidati – alla faccia del "bravo" manzoniano Silvio – anche Daniela Santanché, Stefano Caldoro, Guido Crosetto, Giancarlo Galan e Alessandro Cattaneo". "Non so francamente con chi parlare – si è detto sconsolato il segretario della "Lega Nord", Bobo Maroni – all’interno del Pdl". "Io – gli ha risposto seccato il segretario del Pdl, Angelino Alfano – sto sempre qui". "Potrei tornare con voi del Pdl – ha lanciato la corda il Presidente della Camera e segretario (autosospeso) di "Futuro e libertà", Gianfranco Fini – ma solo a certe condizioni". "Tu con noi – gli ha risposto più di mezzo Pdl – ormai hai chiuso per sempre". "Madamini – ha ammonito, alla "Leporello dongiovannesco", il "cinquestelle" Beppe Grillo – il catalogo è questo". "E no – gli stanno rispondendo molti dei suoi – basta con questo comportamento da padre-padrone". "L’"Italia dei valori" – si è detto convinto l’ex capogruppo alla Camera, Massimo Donadi, uscito giorni fa dal movimento – è ormai alla frutta". "Ma quale frutta e frutta – gli ha replicato, da bravo deputato-coltivatore Tonino di Pietro – qualcuno dice cavolate". "O Bersani – continua a tirarlo per la giacca il fondatore di "Sinistra, ecologia, libertà", Niki Vendola – lascia perdere l’Udc". "O Bersani – continua ad esigere il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa – lascia perdere "Sinistra, ecologia, libertà"". "O Niki, o Lorenzo – continua a non sapere che cosa fare Bersani – cerchiamo di stare tutti calmi e di trovare un minimo accordo".

Previsioni del tempo per i prossimi giorni e, forse, per i prossimi mesi: fitte nebbie in tutta l’Italia. In tutta l’Italia politica. In attesa di un sole sempre più improbabile che dovrebbe vedere l’alba con le elezioni della prossima primavera.

Dar Ciriola asporto

Il ritorno della "Lega" alle origini 

"Monti e Fornero – uno degli "slogans" scanditi durante il corteo "anti-tasse" della "Lega" a Bologna – il vostro posto è al cimitero".

Ecco è tornata la vecchia e becera "Lega" in canotta. In canotta etica ed istituzionale.

"Fiat voluntas" della setta in Vaticano

"Il tecnico informatico Claudio Sciarpelletti – ha comunicato ufficialmente il Vaticano – è stato condannato "per avere aiutato ad eludere le investigazioni" sul caso dei documenti papali trafugati dal maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, ma i quattro mesi della pena comminatagli gli sono stati subito ridotti a due e, poi, la pena gli è stata perfino sospesa e gli è stata concessa anche la "non menzione".

Riassumendo, dunque, il grave scandalo dei documenti trafugati a Benedetto XVI sembra essersi così concluso: un anno e sei mesi agli arresti domiciliari, in attesa della grazia papale, per il maggiordomo infedele Paolo Gabriele; due mesi con la sospensione e la non menzione della pena per il tecnico informatico Claudio Sciarpelletti; assoluzione piena, perché assente ogni indagine, ogni imputazione, ogni rinvio a giudizio per quanti, nell’ombra, si sono pur sicuramente mossi nell’ "operazione furto" e nell’ "operazione divulgazione". "Fiat voluntas Dei?" Macché: si faccia, ed è stata puntualmente fatta, la volontà di una certa setta che, all’interno dei Sacri palazzi, non è per niente soddisfatta di alcune cose che Benedetto XVI dice, decide e fa. E così, sul processo celebrato nell’aula del Tribunale vaticano, è sceso un provvidenziale, più o meno forzato, "amen".

Chiara Moroni Marchesa del Grillo

"Sono stata io – continua a vantarsi la deputata finiana Chiara Moroni – ad avere fatto inserire, con un emendamento al decreto governativo sui costi della politica, l’obbligo, per i consiglieri regionali, di pubblicare "on line" i propri redditi".

Brava Chiara Moroni, allora? Più no che sì. Perché Chiara Moroni, così giustamente intransigente con i consiglieri regionali, è tra quei deputati i quali, infischiandosi delle delibere fatte approvare a Montecitorio dai radicali con la "campagna per l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati", con il fischio che hanno pubblicato "on line" il proprio reddito. Chiara Moroni, allora, moderno Marchese del Grillo: "Io so’ io e voi non siete un cacchio".

I tagli della follia

"Fra i trentuno Tribunali destinati ad essere tagliati – si scopre nel leggere l’elenco stilato dal Ministero della Giustizia – anche quelli di Tolmezzo e di Chiavari".

C’è, però, un particolare non da poco che si riferisce a questi due Tribunali inclusi nella "lista nera". Il Tribunale di Tolmezzo è ubicato in quel Palazzo di Giustizia la cui nuova sede è stata inaugurata il 17 settembre scorso e che è costata, allo Stato, ben quattro milioni di euro. Il Tribunale di Chiavari è anch’esso ubicato nel nuovo Palazzo di Giustizia appena inaugurato ed è costato, anch’esso allo Stato, addirittura tredici milioni di euro. Diciassette milioni di euro in tutto dei quali molti, chiaramente, per i due Tribunali da tagliare. Dei quali molti, cioè, buttati tranquillamente al vento. Forse bisognerebbe aggiungere un nuovo capitolo, pur se originalissimo, all’"Elogio della follìa" di Erasmo da Rotterdam.

Coerenza di cantautore

"Non voglio avere a che fare con la politica – ha melodiato il cantautore Franco Battiato – sono sceso in campo, ma non voglio e non posso cambiare mestiere"

Dal cantautore Franco Battiato, il quale – come noto – ha appena accettato in Sicilia l’incarico di assessore regionale alla cultura, tutti si attendono ora, dunque, una melodia autobiografica che cominci, magari, così: "Che emozione vedere spuntare / col sole dietro la collina / la luce bella e accecante /della mia coerente incoerenza / e della mia coerenza incoerente…."


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