Nella nuova piazza Ruini inaugurazione della splendida opera di Alfiero Nena

Il 29 settembre 2012, nell’ambito dei festeggiamenti dei 40 anni del quartiere
di Federico Carabetta - 25 Settembre 2012

Sarà inaugurata il 29 settembre alle 12, nell’ambito dell’eccezionale circostanza dei festeggiamenti dei 40 anni di Colli Aniene, una nuova scultura del Maestro Alfiero Nena. L’opera è già collocata nella nuova piazza pertinente al PUP (Piano Urbano Parcheggi) in via Meuccio Ruini. E sarà lo stesso Sindaco di Roma Alemanno o un suo delegato a presenziare alla cerimonia insieme con le autorità del V municipio guidate dal presidente Ivano Caradonna.

La scultura di piazza Ruini, ben ancorata al cemento sottostante è impreziosita da una base perimetrale in scorza di travertino e da una lastra a scorza di marmo di Verona di 2 mq. Ed ha avuto anche la fortuna di essere collocata in un bellissimo spazio verde reso ancor più degno dalla pulizia effettuata dalla Società Green Box Architecture che ha curato non solo l’area PUP ma tutto il resto del parco circostante. 

E’ stato così restituito ai cittadini e al quartiere uno spazio da vivere e da godere tanto caro a Virgilio Melandri, fondatore di Colli Aniene, che proprio in questi spazi profuse il meglio delle sue intuizioni urbanistiche.

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La scultura in ferro alta circa 10 metri rappresenta, come in un racconto onirico, un tronco d’albero contornato alla sommità da un volo avviluppato di quattro gabbiani. Il volo di gabbiani è un tema molto caro a Nena. Il gabbiano, per sua ammissione in un’intervista fatta al TG3 qualche anno fa (il documentario integrale è su www.alfieronena.it), è il simbolo stesso della libertà. Come nel libro di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan” dove si legge: Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del Grande Gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti. D’ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante …Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, ci accorgeremo di essere creature di grande intelligenza e abilità. Saremo liberi! Impareremo a volare!”

Nena sembra essere affascinato, nel peregrinare per gli infiniti spazi della sua mente di artista, dal volo libero di questo volatile straordinario.

Con la sistemazione dell’opera di Nena a Piazza Ruini, Colli Aniene viene esaudita in una grande aspirazione nutrita da decenni, quella di onorare una buona volta il Maestro scultore Alfiero Nena e veder collocato e godibile un suo lavoro nel posto più rappresentativo e storico del quartiere. Perché Nena, di Colli Aniene, è più che un pioniere: è infatti il primo che ha portato cultura oltre che arte nel territorio.

Tornando ai gabbiani, lo stesso tema è in altre due opere in altrettante piazze di Roma ricavate sempre dal PUP. Ambedue nel quartiere di Casal de’ Pazzi. La prima in Piazza Montesquieu e un’altra in piazzale Hegel.

Bellissima analoga scultura è al Lungo Sile di Ponte Dante a Treviso, città natale di Nena, dove tre gabbiani in bronzo sembrano gareggiare con gli altri volatili del fiume.

Ma i gabbiani più importanti usciti dalle sue mani sono quelli in bronzo della statua di S. Francesco nella piazza omonima di Sorrento e quelli di un’altra statua del Poverello di Assisi posta in riva al lago d’Orta tra la Valsesia e il Lago Maggiore. In ambedue le statue si contempla, fino alla commozione, il trionfo del concetto di libertà. Alfiero Nena lavora il ferro come nessuno ha mai saputo fare. Il suo stile è inconfondibile e si distingue, sia nelle opere in terracotta, in bronzo o in ferro per quell’eleganza scarna ed essenziale propria della semplicità.

Ne quid nimis (niente più del necessario) avrebbero detto gli antichi. Si pensi che i gabbiani di questa scultura sono modellati e sagomati da una lastra piatta di ferro. Forgia, fuoco, maglio e martello hanno fatto il resto e il risultato finale ha raggiunto compiutezza e perfezione estetica come in un etereo tutto tondo. Nena ha opere in tutto il mondo (la Madonna di Capri, il Cristo de los pobres in Argentina …) ma i romani, con una semplice passeggiata al centro, possono sempre ammirare – tra i capolavori da lui eseguiti – il Cristo Lux mundi, dal 1990 nella Basilica di S. Maria del Popolo, la Porta dedicata a Giovanni Paolo II posta dal Capitolo dei Canonici, insieme con altre sue 6 sculture, nel primario Museo del Tesoro di S. Pietro in Vaticano.  


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