Nello sport è sempre importante un pizzico di psicologia

Giovedì 22 novembre 2012 presso la Biblioteca Penazzato presentazione di un interessante libro di Matteo Simone
Enzo Luciani - 23 Novembre 2012

Giovedì 22 novembre 2012 presso la Biblioteca Penazzato via Dino Penazzato, 112 si è svolta la presentazione del libro di Matteo Simone Psicologia dello sport e non solo cui sono intervenuti, oltre all’autore (psicologo e psicoterapeuta), Gaetano Buonaiuto, psicologo, psicoterapeuta in formazione presso l’Istituto Gestalt e Analisi Transazionale di Napoli, Francesco Carboni, direttore tecnico della Fispes, federazione paralimpica di atletica, tiro a segno e sport sperimentali, Vincenzo Luciani, giornalista, Leonardo Magalotti, psicoterapeuta della Gestalt, Comicoterapeuta, Costellatore Famigliare, Marco Santini, istruttore di scherma.

Silvia Zaccari, psicologa e psicoterapeuta Associazione Il cortile colorato, con simpatia e verve ha moderato l’incontro, reso ancora più piacevole e interessante dagli intermezzi musicali con Toque di Berimbau e Pandreo a cura dei Capoeristi Barbara Stridi, sociologa e del capoerista Thiago, istruttore Capoeira Regional del Gruppo Raca.

Il libro di M. Simone, dedicata allo scomparso maratoneta ed amico Vladimiro Francavilla, affronta le metodiche e le tecniche della psicologia dello sport, analizzando i fattori che incidono sull’ottimizzazione della performance sportiva e illustrando le difficoltà dell’atleta. Le diverse sfumature di un approccio professionale allo sport tengono conto sia della visuale dell’allenatore, sia di quella dello sportivo. Sono trattati: la salute transculturale, la psicoterapia della Gestalt, la psicologia dell’emergenza e l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), tecnica usata per risolvere l’ansia da prestazione e per migliorare il rendimento sul lavoro e in ambito atletico e artistico

Silvia Zaccari ha animato la presentazione ponendo domande agli intervenuti. A Vincenzo Luciani ha chiesto sull’importanza dello sport anche "da grandi" e cosa significa essere atleti a 66 anni, quanta importanza ha lo sport per il benessere individuale, come sottolinea il dott. Simone nel suo libro. E Luciani non si è fatto pregare nel raccontare interessanti aneddoti sulle maratone ed ultramaratone e sui personaggi incontrati e sugli insegnamenti relativi che se ne possono trarre.

Francesco Carboni ha fatto comprendere l’importanza che riveste lo sport nella vita delle persone disabili e come e quanto contano le “abilità” sportive nel disabile.

Leonardo Magalotti ha intrattenuto, suscitando a tratti l’ilarità dei presenti, sull’importanza dell’umorismo per il benessere psicologico e su quello che l’autore del libro definisce il pensiero positivo, cioè pensare ad un posto sicuro dove andare con l’immaginazione che effetto positivo ha su di noi.

Santini ha esposto il ruolo personale che la scherma ha avuto su di lui anche in termini di benessere psicologico perché essendo scoordinato il dottore gli aveva consigliato lo sport e oggi sappiamo quanto l’immagine che abbiamo del nostro schema corporeo sia importante per il benessere individuale e
relazionale

Naturalmente è intervenuto anche l’autore che si è soffermato sugli argomenti principali del libro che sono lo sport, la psicologia dello sport, la psicoterapia della Gestalt, la psicologia dell’emergenza, l’EMDR, l’incontro, la maratona, il doping.

Il manualetto di Matteo Simone si legge agevolmente. E’ un libro semplice ma anche complesso, è un libro tecnico ma anche divulgativo, consigliabile a: atleti professionisti ed a livello amatoriali, praticanti sport singoli o di squadra; psicologi, studenti di psicologia, tecnici e staff medico di società sportive, famigliari di sportivi, curiosi; è un libro che anche scorre.

Alcune citazioni: “… si tratta di incontrare l’altro che ha una esigenza, una difficoltà, un problema e stabilire un contatto reciproco in modo da interessarsi principalmente all’altro senza giudizio e con empatia e cercare di stabilire una relazione che possa portare l’altro ad una maggiore autoconsapevolezza, ad una visione più ampia di se stesso e degli altri, del suo mondo ed il mondo che lo circonda e questo attraverso un’attenzione costante all’altro ed un lavoro basato sulla responsabilità ed una motivazione reciproca”, in queste righe è condensato il succo del libro, vi è l’estratto, vi sono delle parole che ricorrono per tutto il testo: incontrare l’altro, stabilire un contatto, interessarsi, stabilire una relazione, autoconsapevolezza, visione più ampia, mondi che si incontrano, attenzione all’altro, responsabilità, motivazione.”

A pag. 14 Simone riporta un breve esercizio attraverso le visualizzazioni: “Visualizza i tuoi gesti, le tue difficoltà, i momenti importanti, critici, e prova a vedere com’è, che effetto ti fa, puoi sentirti soddisfatto? Puoi correre ai ripari in qualche modo? Puoi correggere il tiro? Fatti un film del tuo prossimo futuro, come sarà la tua vita in preparazione della tua meta? Quali sono le tue risorse? Quali tue caratteristiche devi o puoi potenziare, migliorare? Prova a visualizzare di cambiare qualcosa, di correre un piccolo rischio nel fare qualcosa di diverso, vedi che effetto ti fa, quali sono le tue sensazioni e poi prova nella realtà.”

La visualizzazione può essere usata anche come anticipazione della prestazione, per sperimentare sicurezza nel compiere la prestazione, in modo che poi nella realtà ci si senta più sicuri nell’esecuzione della prestazione, della performance. Si considerano gli obiettivi, le priorità: Obiettivi di chi? Dell’atleta, della squadra. Quanto nella tua vita è importante lo sport? Cosa sei disposto a fare o a rinunciare per raggiungere i tuoi obiettivi? Riporto quanto descritto a pag. 22: “È importante avere delle priorità negli obiettivi. Fai un programma mentale dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e temporale e come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena?

La psicologia dello sport prevede anche un lavoro sulla corretta gestione dello stress che può comportare problemi in allenamento, quando i carichi di lavoro sono o sembrano eccesivi, o non si riesce a rispettare i programmi di allenamento o ci si sente inferiori rispetto agli altri amici di allenamento; lo stesso può riguardare anche la gara, la condotta di gara, il pre-gara, si può avere il timore di non riuscire, si può non credere sulle proprie capacità, si possono temere troppo gli avversari, si può essere troppo convinti di non riuscire, di riavere un infortunio; lo stress può anche essere relativo ai famigliari, ai componenti del team che possono avere pretese, possono fare pressione, possono non apprezzare, possono non premiare; lo stress può riguardare anche la gestione del successo, di quello che ne deriva, controlli antidoping, intrusione dei mass-media, contatti eccessivi degli sponsor, degli amici, delle richieste di conferma della prestazione; lo stress può riguardare il post carriera, il sentirsi finiti, l’elaborare la fine di un mondo accogliente, sostenente, di ricchezze, di agevolazioni, ci si può sentire un essere in grado di investire in altro.

Essendo maratoneta l’autore non poteva non parlare di maratona, un obiettivo che va maturando nel corso degli anni, ci si arriva a step, ma c’è differenza tra amatori ed assoluti, per entrambi è importante la gradualità, l’impegno, lì’adattamento progressivo, quindi si passa dai 10 km, si passa per la mezza maratona per giungere alla maratona.

Simone dà anche suggerimenti circa la preparazione atletica a pag. 39: “È indispensabile fare progetti credibili a se stessi, un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado di fare qualcosa, perché ci si sente di esserlo, perché si è sperimentato gradualmente dei miglioramenti. Bisogna capire come impiegare le proprie risorse, su chi si può puntare, su chi si fare affidamento. Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare, saper svoltare al momento opportuno, se cambiano gli interessi, le esigenze, gli obiettivi, le situazioni.
Nella preparazione atletica è importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale.”


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