Nemmeno i capelli – La doppia ‘gaffe’ di Daul – ‘Vade retro, Satana’ – Il Procuratore di Bergamo

Fatti e misfatti di gennaio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 17 Gennaio 2013

Nemmeno i capelli

"Ma che cos’ha – ha chiesto Giovanni Floris, durante la trasmissione di "Ballarò", al segretario del Pd, Pierluigi Bersani – che cos’ ha Berlusconi che lei non ha?". "I capelli – ha risposto di getto – è evidente".

Complimenti al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, perché, già in piena campagna elettorale, non ha approfittato della domanda per rispondere che lui, ad esempio, non ha – come invece Berlusconi ha – contenziosi "un po’ così" con la giustizia, rimproveri da farsi per tanti anni di governo "un po’ così", un’immagine nel mondo "un po’ così", uno stile di vita pubblico e privato "un po’ così". Ha invece intelligentemente voluto passare sopra ad un’elencazione che sarebbe stata noiosa, oltre che ovvia, e limitarsi ad una "battuta" simpatica e ad effetto. "Stile Berlusconi", insomma, anche se, però, inesatta. Perché è vero che lui, Pierliuigi Bersani, non ha i capelli, ma non li ha – quelli veri – neppure Silvio Berlusconi.

Laboratorio Analisi Lepetit

La doppia ‘gaffe’ di Daul

"Il nostro candidato alle politiche italiane di febbraio – ha ufficialmente e pubblicamente dichiarato il il capogruppo degli eurodeputati del Partito popolare, Joseph Daul – è il "premier" uscente Mario Monti".

Il capogruppo del Partito popolare europeo, Jospeh Daul, aveva certamente previsto che la sua dichiarazione avrebbe mandato su tutte le furie il Pdl che del Partito popolare è uno dei membri. Quello che non aveva previsto è che ha mandato su tutte le furie anche quel "suo" Mario Monti il quale ha fatto subito sapere di non avere gradito quella patente in quanto lui, fin dall’inizio, si è impegnato a presentarsi, agli elettori, al di fuori di ogni e qualsiasi partito tradizionale. In Italia come in Europa. Povero Joseph Daul, allora. Qualcuno dovrebbe ricordargli, per il suo bene, che – nella realtà – diventare capo di un gruppo parlamentare europeo è sicuramente più facile che esercitare poi quel ruolo con intelligenza, etica e senso del dovere. Soprattutto senza odi preconcetti e servilismi oltretutto neppure richiesti.

‘Vade retro, Satana’

"Sono stato messo in un ignobile tritacarne – si è lamentato Alessio De Giorgi, direttore del sito "Gay.it" – e, dunque, ritiro la mia candidatura al Senato nella lista di Mario Monti".

Ma in quale tritacarne è stato messo il povero Alessio De Giorgi? In un tritacarne dal quale era uscito fuori che lui non solo ha una società proprietaria di quattro siti che, oltre a proporre video pornografici con contenuto omosessuale, organizzano anche incontri gay, ma è perfino indagato per reati ambientali e falso pubblico con in più qualche problema per le licenze dei locali da ballo che gestisce. Un polpettone, insomma, da far inorridire molte sacre poltrone Oltretevere. Che, tuttavia, non dovrebbero essersi limitate a farsi devotamente il segno della Croce, ma dovrebbero avere imperiosamente ordinato, soprattutto, "vade retro, Satana". E forse, a questo punto, potrebbe essere stato convocato quell’esorcista di nome Andrea Riccardi perché corresse a liberare Mario Monti e la sua lista dal "demone" Alessio De Giorgi. Liberazione riuscita, appunto, perché il "demone" Alessio De Giorgi è uscito dal corpo politico montiano e ha riavvicinato quell’Oltretevere il quale, in caso contrario, avrebbe sicuramente lanciato la sua scomunica perfino al suo chierichetto Casini. Tutto è bene, per l’ex "premier", quel che dunque finisce bene. Anche se c’è qualcuno il quale si interroga, con una certa inquietudine, come mai il "demone" Alessio De Giorgi fosse riuscito a passare indenne l’esame del grande inquisitore montiano Enrico Bondi. Dov’era il grande inquisitore quando è stato esaminato il diabolico "curriculum"? C’era e, se c’era, dormiva? A meno che, sì, c’era e dormiva, ma coperto dal "loden" di quell’ "ex premier" il quale ci aveva provato. Aveva provato ad arruolare il "demonio" per predisporre un filo diretto con quel Pd che, in caso di vittoria, ha dichiarato di voler portare in Parlemento le unioni civili. Per il momento, però, l’ "operazione Satana" è andata in fumo. Dopo le elezioni, magari, verrà riproposta in qualche altro modo. Solo che Oltretevere, dopo la prima vittoria parziale, non tutti sono andati a dormire sereni e tranquilli. Altri angeli sono già pronti a suonare le trombe in caso di nuovi pericoli e altri esorcisti a tornare contro ogni possibile nuovo demonio. Per Mario Monti sarà sempre più difficile andare a Messa con Vendola e con la Santa sede.
.
I domiciliari del Procuratore di Bergamo

Dopo l’ultima violenza da stupro – ha dichiarato, a "L’Eco di Bergamo", il Procuratore cittadino Francesco Dettori – sarebbe bene che le donne, di sera, non uscissero sole".

Ma allora, secondo il Procuratore Francesco Dettori, sarebbe bene che, dopo la scoperta di un maestro pedofilo, i bambini non andassero più a scuola? Oppure che, dopo l’ennesima rapina ad una gioielleria, i gioiellieri non aprissero più i loro negozi? Da un rappresentante delle Istituzioni – e, in particolare, della Giustizia – si sarebbero tutti aspettati parole non così clamorosamente di resa totale, se non addirittura talebane. Anche se un Procuratore della Repubblica non è che possa fare molto quanto a prevenzione. Ma a giusta repressione, quando è il caso, molto invece potrrebbe fare. E lui, Francesco Dettori, non l’ ha invece fatto. Ha solo detto le vittime e le possibili vittime ai domiciliari. Così come il violentatore di Bergamo. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti