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Nervosismo e scontri, tra il VI Municipio e il Campidoglio

L’ultima schermaglia in questo conflitto riguarda la cronica carenza di personale negli uffici municipali

Il clima nel VI Municipio delle Torri è incandescente. Quella che sembra essere una guerra fredda tra il municipio governato dal centrodestra e il Comune di Roma, guidato dalla giunta Gualtieri, sta prendendo sempre più la forma di un conflitto aperto.

L’ultima provocazione? Una minaccia di class action da parte del minisindaco Nicola Franco, che insieme alla sua giunta, pretende dal Campidoglio 40 milioni di euro di benefit ambientali per il territorio. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di un escalation che sembra non conoscere tregua.

Foto instagram di Daniele Licopodio

Solo nelle ultime settimane, il presidente Franco e altri esponenti della sua maggioranza sono arrivati a irrompere fisicamente nell’Assemblea Capitolina, sfidando apertamente l’organo centrale.

Il risultato? Sono stati “cacciati” dall’aula, ma il messaggio è chiaro: il VI Municipio non ha intenzione di restare in silenzio. Nel frattempo, il consigliere municipale Daniele Licopodio ha ricevuto un daspo di due mesi, firmato dalla presidente dell’Assemblea Svetlana Celli.

Un provvedimento che gli vieta l’ingresso in aula Giulio Cesare, ma che Licopodio ha trasformato in un simbolo di resistenza. Anziché ritirarsi, ha esibito il daspo sui social come un trofeo, dichiarando: “La mia unica colpa è stata difendere i cittadini del VI Municipio. E lo rifarò altre 100 volte se serve”.

L’ultima schermaglia in questo conflitto riguarda la cronica carenza di personale negli uffici municipali, una problematica che affligge tutta la Capitale ma che il VI Municipio ha deciso di usare come cavallo di battaglia politico.

La maggioranza di centrodestra accusa il Comune di Roma di boicottare il territorio, evitando di soddisfare le richieste di personale che arrivano da Tor Bella Monaca e dintorni.

Per sottolineare l’urgenza della situazione, il municipio ha lanciato una singolare iniziativa: un evento straordinario per il rilascio delle carte d’identità elettroniche, accompagnato da musica jazz dal vivo.

Il servizio sarà attivo oggi, venerdì 20 settembre, dalle 19 alle 23, presso la sede di via Duilio Cambellotti. Un gesto che va ben oltre la necessità di fornire un servizio ai cittadini: secondo l’assessore al Personale, Cristiano Bonelli, è un modo per lanciare una sfida diretta al sindaco Roberto Gualtieri.

“Vedere cittadini in fila alle sei del mattino per ottenere un appuntamento dopo mesi è inaccettabile”, ha dichiarato Bonelli. “Questa iniziativa dimostra che la richiesta di più personale, che portiamo avanti da due anni, è fondamentale per migliorare i servizi. Sarei felice se Gualtieri ‘copiasse’ questo modello in tutta la città. Anche i romani lo sarebbero”.

Bonelli, da mesi, minaccia di dimettersi qualora non dovessero arrivare nuove risorse umane entro la fine di settembre, e questa iniziativa sembra essere l’ultimo tentativo per accendere i riflettori su un problema che, a detta della giunta municipale, è stato ignorato dal Campidoglio.

Ma lo scontro non si limita solo al personale. La questione dei benefit ambientali ha infiammato ulteriormente la situazione. Il minisindaco Franco rivendica 40 milioni di euro per il VI Municipio, una cifra che, secondo lui, spetterebbe al territorio per il fatto di ospitare impianti di trattamento rifiuti che servono anche altri comuni.

Il Campidoglio, però, ha un’idea diversa: quei fondi vengono incassati e reinvestiti sull’intero territorio comunale. Questa disputa ha portato Franco a riunire comitati e associazioni locali per lanciare una vera e propria minaccia legale contro Roma Capitale. “O ci dai i soldi, o ti facciamo causa”, è il messaggio chiaro e diretto inviato al sindaco Gualtieri.

La tensione ha raggiunto l’apice lo scorso 5 settembre, quando l’intera maggioranza di centrodestra del VI Municipio si è presentata in Assemblea Capitolina, su invito di alcuni consiglieri dello stesso schieramento. L’obiettivo era consentire al minisindaco Franco di intervenire e denunciare pubblicamente la carenza di personale a Tor Bella Monaca.

Ma la presidente dell’Assemblea, Svetlana Celli, ha bloccato l’intervento, dichiarando che tale prassi era contraria al regolamento. Ne è scaturita una vera e propria bagarre, culminata con il consigliere Licopodio che ha cercato di avvicinarsi alla postazione della Celli ed è stato fermato dai vigili.

In risposta, il giorno successivo, è arrivato il daspo di due mesi per Licopodio, che però non sembra affatto intimidito. Anzi, ha usato il provvedimento come uno strumento di propaganda, trasformando quella che poteva essere una sanzione in una medaglia di battaglia contro l’amministrazione capitolina.

Nonostante il caos politico, va detto che il territorio di Roma Est non è stato del tutto abbandonato dal Campidoglio. Sono in corso importanti progetti di rigenerazione urbana, come il massiccio intervento da 125 milioni di euro per il Ferro di Cavallo, le torri di via dell’Archeologia.

Tuttavia, per la giunta del VI Municipio, questo non basta. La percezione è che Roma Capitale penalizzi la zona perché governata da una forza politica opposta a quella che amministra il resto della città.

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