Nessuna casa per le 35 famiglie sgomberate il 23 febbraio 2010

Comunità Foce del Tevere denuncia abbandono da parte delle Istituzioni
comunicato stampa - 20 Novembre 2012

Non solo non esiste una lista per l’assegnazione di case popolari alle 35 famiglie dell’Idroscalo di Ostia, sgomberate il 23 febbraio 2010 con una ordinanza illegittima di protezione civile in assenza di pericolo di esondazione, operazione costata milioni di euro per le casse del Comune di Roma.

Addirittura “l’Idroscalo di Ostia non è mai menzionato in alcuna lista”.   La conferma ci è stata data ieri direttamente dal Dipartimento Politiche Abitative del Comune di Roma. False dunque le dichiarazioni del Sindaco, Gianni Alemanno, che ha sempre parlato di una lista privilegiata per l’Idroscalo di Ostia. False le affermazione di Gianluca Viggiano, Responsablie III U.O. Ufficio Extradipartimentale Politiche Abitative, di assegnare case popolari a 35 famiglie dell’Idroscalo pronunciate il giorno dello sgombero.   Ci chiediamo a questo punto a cosa siano servite “le indagini fiscali e penali operate su tutte le famiglie dell’Idroscalo aventi come scopo l’individuazione delle 120 famiglie che rientrano nell’assegnazione delle case”, di cui ha parlato il Presidente del XIII Municipio, G. Vizzani, riportate a verbale durante la Commissione Patrimonio Casa e Scuola il 27 ottobre 2010. Ricordiamo che ben 35 famiglie dell’Idroscalo di Ostia da 33 mesi alloggiano presso il residence "Borgo del Poggio" sull’Ardeatina.   Questi cittadini godono dell’assistenza alloggiativa come previsto dalla delibera del Consiglio Comunale n.163/98 perché lo sgombero fu effettuato "per motivi di sicurezza". Non ci sono altri motivi. Finito l’evento calamitoso (che quel giorno non c’era) sarebbero dovute tornare alle loro abitazioni che invece sono state abbattute.   Alla luce di quanto affermato dal Dipartimento le 35 famiglie, composte da neonati, bambini e anziani, sono destinate vita natural durante a rimbalzare da un residence ad un altro in quanto non inserite in alcuna graduatoria per l’assegnazione di case popolari che vedono liste di attesa di 14 anni. A quasi 3 anni di distanza e nonostante lo scandalo rimbalzato sulle cronache dei quotidiani nazionali sui costi esorbitanti del residence queste 35 famiglie attendono una risposta.   Franca Vannini
Portavoce
Comunità Foce del Tevere

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