Nicola Caracciolo lascia il vuoto che lasciano i grandi uomini

Giornalista, divulgatore, autore di documentari è stato ai vertici di Italia Nostra
Redazione - 27 Aprile 2020

Il 25 aprile 2020 è morto Nicola Caracciolo, giornalista, divulgatore, autore di documentari che hanno raccontato la Storia in tv. Nato il 19 maggio 1931 a Firenze, aveva 88 anni. Fratello di Marella Agnelli e di Carlo, fondatore del gruppo Espresso e di Repubblica, è stato un appassionato autore di documentari Rai sulla seconda guerra mondiale, la Shoah e le vicende della Repubblica di Salò, Caracciolo ed è stato ai vertici di Italia Nostra.

Carlo e Nicola Caracciolo con Marella Agnelli

Qui di seguito un suo ricordo a cura dell’associazione ambientalista.

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Nicola Caracciolo è stato il nostro mentore, esempio di coerenza e di raffinata intelligenza che sarà difficile dimenticare. Quasi impossibile scrivere di lui qualcosa, che non sia già stato scritto durante la sua lunghissima vita di giornalista e di ambientalista indomito. La verità è che ci ha lasciato un’importante eredità legata a esempi di grande integrità morale, a battaglie ambientaliste combattute in punta di fioretto, ricordi legati a doppio filo con la storia di Italia Nostra. Nicola Caracciolo era stato nominato presidente onorario di Italia Nostra da poco, ma per tutti noi era comunque “Il Presidente”, riconoscimento morale per le tantissime battaglie combattute anche in prima linea, per la salvaguardia del territorio dagli attacchi imminenti di impianti nocivi.
Aveva un concetto chiarissimo dell’onestà e della buona politica, di quella che mancava tutte le volte che nascevano delle vertenze, purtroppo numerose su tutto il territorio Italiano. Più di
tutti però non riusciva a smettere di lottare per la sua Maremma, la Nostra Maremma, la terra
che lui sentiva sua, fragile, da dover difendere a tutti i costi, come ha fatto per tutta la vita.

Ripeteva, con voce sofferta, quanto la politica fosse lontana dal buonsenso, quella politica che prendeva decisioni che, a suo dire, potevano essere lette in due modi, “una provocazione oppure uno sciagurato errore”.
Sosteneva, che nei confronti della Maremma la politica aveva un debole per le iniziative
distruttive, come la realizzazione della centrale Nucleare che ha combattuto in prima linea,
“vincendo”, come puntualmente ricordava sempre alla fine dei suoi articolati discorsi pubblici:
“Noi vinceremo anche questa battaglia come abbiamo vinto quella sul nucleare”, una
certezza che vedeva nel futuro e che gli ha dato ragione, tanto che ha avuto la fortuna di
vincere per ben due volte sul no al nucleare.
Chiunque ha avuto la fortuna di conoscerlo lo stimava e riconosceva la sua grandezza di uomo colto e coerente, che non si piegava davanti alla politica, che la sapeva sfidare sui temi, sulle scelte che coinvolgevano la salvaguardia dei territori.
L’abbiamo visto in prima linea sul Biogas, sui mega impianti di Eolico e di fotovoltaico che
giudicava sciagurati. Non riusciva a giustificare le scelte sbagliate di chi li proponeva su
paesaggi illustri e non sui tetti dei capannoni industriali.
Giudicava un danno irreparabile qualsiasi progetto che mettesse in discussione l’integrità del
paesaggio, riflesso della nostra sensibilità.
Ma su tutte le sciagure ve ne era una che proprio lo indignava, l’autostrada Tirrenica, quella
grande opera che ha avuto l’onore di osteggiare per ben 40 anni e che grazie a lui non è stata realizzata: la cementificazione di ettari di territorio e la sottrazione di una strada pubblica, la SS1 Aurelia, a favore di una società privata che sulla stessa fa pagare un pedaggio, una follia! Nutriva grandi dubbi sulle grandi opere e sui grandi istituti bancari, poi investiti da scandali e bancarotta.

Nicola Caracciolo non si accontentava di predicare da un pulpito, amava scendere in campo,
provocare incontri e audizioni, fino ai piani alti, convinto sempre di trovarvi alla fine il
buonsenso, e quando non lo trovava radunava tutti e incitava a manifestare, centinaia di
manifestazioni a cui partecipava con entusiasmo e grinta.
Lo vogliamo ricordare con il suo sorriso, con la sua forza d’animo. Un ambientalista mai
rassegnato, per noi un gigante portatore di antichi valori, il cui ricordo ci accompagnerà sempre, nella vita e nelle battaglie in difesa di quel territorio che lui non ha mai abbandonato.


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