Niente Imu a Scandicci sulle colline dei ricchi – Meno sei bravo, più guadagni – Sentenze shock

Fatti e misfatti di giugno 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 20 Giugno 2012

Niente Imu a Scandicci sulle colline dei ricchi

"Non è possibile – si è giustamente lamentato il sindaco di Scandicci, Simone Gheri – che i terreni sulle nostre colline vengano tuttora individuati come "svantaggiati dal punto di vista agricolo" e quindi, come tali, oggi esentati dal pagamento dell’Imu".

Non è possibile? E’ invece possibilissimo. Non foss’altro perché, fra questi terreni, ci sono moltissimi appezzamenti di ricchi professionisti e industriali fiorentini. E, come il "carico" a "briscola", vasti appezzamenti di quella Villa Torrigiani di proprietà dell’ex Ministro degli Esteri, Lamberto Dini, e della sua ricchissima consorte Donatella. In barba ai tanti poveracci i quali, per pagare l’Imu sulla loro prima casa tirata su con sacrifici e rinuncie, hanno dovuto fare a meno, spesso, anche dell’indispensabile.

Meno sei bravo, più guadagni

"Federico Ghizzoni di "Unicredit" ha visto andare giù le azioni della sua banca del 58%, ma sta continuando a guadagnare più di cinque milioni l’anno – è la denuncia di "Frontis Governance" – così come Sergio Marchionne azioni "Fiat" giù del 47% e suo guadagno di cinque milioni, Giovanni Perissinotto azioni "Generali" giù del 18% e suo guadagno di oltre due milioni, Fulvio Conti azioni "Enel" giù del 15% e suo guadagno di oltre quattro milioni, Franco Bernabè azioni "Telecom Italia" giù del 15% e suo guadagno di quasi sette milioni".

Ma non si è sempre sostenuto, anche ultimamente, che i guadagni si sarebbero dovuti rapportare ai meriti e ai successi da ciascuno ottenuti? Si è sempre sostenuto, certo, anche recentemente. Ma poi, come solito, il sostenerlo è divenuto così pesante che tutto è miseramente crollato come un castello di carte. E le uniche carte a rimanere ben salde al loro posto – nelle tasche, cioè, dei disastrosi "managers" – sono state le carte degli immeritati stipendi milionari. Prosit.

Sentenze shock

"Il pastore Fabio Gullotta di 22 anni – il "fattaccio" è avvenuto nella metà del 2010 – mentre stava sfrecciando a 120 chilometri all’ora per le stradine di Campobello di Mazara, impattò una "Fiat 600" e distrusse un’intera famiglia: tre morirono immediatamente e il quarto, sopravvissuto, si impiccò però sei mesi dopo per la disperazione".

Adotta Abitare A

Quanti anni di carcere dovrà ora scontare il pastore Fabio Gullotta di 22 anni? Nemmeno uno. Nemmeno un anno, nemmeno un mese, nemmeno una settimana, nemmeno un giorno, nemmeno un’ora. Avendo patteggiato – in questi giorni – la già lievissima pena di due anni, ha evitato infatti il carcere, anche l’affidamento ai servizi sociali e perfino il ritiro della patente. Parola – anzi sentenza – del giudice di Marsala. Il quale si spera non abbia deciso, in questo specifico caso, in nome del popolo italiano. Ma in nome solamente suo. E solamente della sua coscienza.


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