No B-Day: 500 mila in piazza contro Berlusconi

Un corteo in viola da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni, per manifestare il proprio dissenso
di Mauro Carbonaro - 7 Dicembre 2009

Ci sono numeri e numeri: 90 mila secondi la questura, 500 mila ed anche più per gli organizzatori. Ci sono manifestazioni e manifestazioni: dai girotondi del 2002 alla libertà di stampa del 2009. Tutte secondo il filo conduttore del "dissenso" nei confronti del Governo vigente, tutte di partecipazione allargata, però il No B-Day, tenutasi il 5 dicembre scorso, può tracciare una nuova frontiera futura di espressione popolare di opposizione.

Per la prima volta Facebook, il celebre social network che sta spopolando negli ultimi anni, ha dimostrato la propria validità come "mezzo di comunicazione”, da mass media classico, portando la gente dalla realtà di internet alla piazza.

Era già stata lanciata da mesi da alcuni ragazzi l’idea della dimostrazione pubblica nei confronti del premier Berlusconi, ma forse, neanche i più ottimisti, potevano pensare ed immaginare una portata di questo calibro.

Roma ha accolto quindi una folta schiera di cittadini, tutta colorata di viola, in una giornata fredda ma solare, speranza dei giorni di vigilia.

Si è partiti da piazza della Repubblica, ore 14. Già dai primi minuti si intuiva la goliardia e la capacità dei partecipanti di esprimere la propria rabbia con il sorriso tra le labbra.
"Fatti processare", "DIMETTITI", "Non sono una donna a sua disposizione", solo alcuni degli slogan, ormai popolari, che si sono potuti scorgere tra la moltitudine. Riferimenti più o meno espliciti alle feste di via Grazioli, alle dichiarazioni recenti del pentito di mafia Spatuzza, alle vicissitudini del presidente del Consiglio più discusso della storia moderna italiana.

Tante le bandiere dei partiti della sinistra, unita nel manifestare, sebbene si presenti divisa tra i colori dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e Sinistra e Libertà. Presenti anche l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, i Radicali ed il gruppo dei Verdi di Angelo Bonelli.

Unico assente il Partito Democratico del neo segretario Bersani, che già dalle scorse settimane aveva annunciato la non partecipazione, “perché è tempo di pensare oltre Berlusconi”.

Non la pensa però così il popolo del No B-Day. Il corteo conclusosi nella ormai consueta piazza San Giovanni ha voluto far capire, semmai ce ne fosse stato bisogno, cosa pensa l’Italia dell’attuale situazione italiana, del Governo delle leggi ad personam, del premier coinvolto in mille intrecci di mafia ed escort.

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A gridare forte anche il fratello del giudice Borsellino (“vero vilipendio è che persone come Schifani e Berlusconi occupino le istituzioni”), dal palco posto dove solitamente si alternano cantanti e attori nel giorno dei lavoratori.

Si riparte così dalla piazza, quella che l’opposizione italiana negli anni ha abbandonato, in cambio dei salotti buoni e profumati di Governo.

All’opposizione una eredità pesante, in un momento politico delicato. Gestire e capitalizzare questa sfida può voler significare proseguire ed iniziare una nuova e necessaria pagina politica.


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