Nomadi ad arresti domiciliari a Muratella

Augusto Santori (PDL): "I cittadini non comprendono le motivazioni di queste scelte assurde"
comunicato stampa - 15 Maggio 2009

“Spero che già nelle prossime ore il Prefetto revochi una decisione che ha dell’assurdo e su cui i residenti di Muratella e i pendolari dell’omonima stazione hanno avuto modo in queste ultime ore di segnalare l’assurdità e la gravità di questo genere di disposizioni”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV a commento della decisione della magistratura di accordare gli arresti domiciliari nello spiazzale antistante la stazione FS di Muratella.

“Il quadrante di Muratella vive da mesi il fortissimo stato di disagio e insicurezza derivante dalla presenza di diversi campi irregolari, tra cui spiccano quelli di via Marchetti e di via Testoni, che ospitano rom di diversa etnia e che, associato alle difficoltà derivanti dall’ulteriore invasiva presenza del campo attrezzato di Via Candoni, continuano ad aggravare la quotidianità dei residenti della zona nonché dei numerosi utenti della stazione FS”, prosegue Santori.
“Ad un quadrante del territorio cittadino dove si continua a non percepire la presenza delle Istituzioni, si aggiunge il paradosso di una scelta assurda: quella di far sorgere un campo illegale che però non può risultare oggetto di intervento perché esiste tale bizzarra decisione della giustizia. Così un nucleo di rom che ospita alcuni soggetti che, condannati agli arresti domiciliari, si trovano quotidianamente e senza alcuna vigilanza apparente a convivere con la cittadinanza che frequenta il piazzale della stazione, ha letteralmente occupato il parcheggio della stazione”, continua la nota di Augusto Santori

“In questo modo”, conclude Santori, “non facciamo che accrescere la percezione di insicurezza dei cittadini di Muratella, fomentando uno scontro con la popolazione rom e soprattutto disincentivando ogni tipo di fiducia e di speranza nei confronti delle Istituzioni. Attendiamo quindi la decisione del Prefetto tesa a revocare la decisione per motivi di ordine pubblico, disponendo una diversa elezione di domicilio”.


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