Non c’è pace per il Centro Anziani Nino Manfredi

Irrazionali scaramucce tutte interne al Pd locale a cui il Comitato di Gestione all'unanimità ha detto basta
di Alessandro Moriconi - 6 Gennaio 2015

Diciamolo con franchezza, non abbiamo mai riscontrato tanto accanimento da parte del Consiglio municipale e adesso anche da parte degli Uffici dell’Uosecs nei confronti della gestione dei 15 Centri Sociali Anziani, oggi presenti nel Municipio Roma V. Ma il CdG, non ci sta e dice basta.

Del resto ormai da tempo, non c’è seduta di Consiglio convocato per deliberare dei provvedimenti che riguardano il Centro Sociale per Anziani di via Chiovenda ed intitolato al grande attore ciociaro Nino Manfredi, del quale bisognerebbe citare la frase che lo rese celebre al grande pubblico televisivo: “Fusse che fusse la vorta bona”.

Una sorta di tarantella che è iniziata con un inspiegabile rifiuto da parte della maggioranza, con in testa i “cecchini” del Pd, di ratificare il risultato elettorale per il rinnovo della carica a Presidente del Centro di Patrizio Flamini. L’accusa da parte di Politi dei Fd’I fu quella di una sorta di conflitto di interessi in quanto da questi ritenuto un dirigente politico del Pd. Mentre quella non dichiarata da parte di quelli del Pd che si astennero “spalleggiati da Sel e dalle Liste Civiche e dal Gruppo Misto” fu quella che il neo-presidente uscito da una regolare consultazione elettorale gestita come da regolamento dall’Uosecs, fa parte insieme alle consigliere Federici e Marchionni ad una “corrente” diversa da quella del presidente Palmieri e del capogruppo Pd Callocchia con cui ci sono state divergenze di vedute dall’indomani delle elezioni amministrative.
Insomma non è giusto che problemi interni al partito di maggioranza relativa all’interno del Municipio Roma V debbano pagarli gli utenti dei Centri Sociali per Anziani.

Quanto accade al Manfredi altro non è che una telenovela che abbiamo già raccontato in una decina di articoli e che inizia il 12 luglio del 2013 quando il Centro viene commissariato per “leggerezze contabili” e credevamo definitivamente chiusa il 27 ottobre quando invece per mera ritorsione pseudo politica il Consiglio si rifiuta di ratificare un atto dovuto. https://abitarearoma.it/centro-anziani-centocelle-manfredi-non-trova-pace/

Una farsa che raggiunge il suo culmine il 9 dicembre quando il Consiglio municipale rifiuta di ratificare il risultato elettorale per la nomina del Presidente e l’indizione dell’elezione per un componente mancante del Comitato di Gestione. Le motivazioni? Nessuna se non una richiesta di chiarimento da parte del consigliere Ferretti dei CD che ha segnalato “voci” circa una presunta utilizzazione degli spazi del centro a fini lucrativi da parte del il neo-Comitato di Gestione.

Infine un finale di anno scoppiettante da parte del dirigente dell’Uosecs che mentre tutti si preparavano per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo, non trovava niente di meglio che avviare una fitta corrispondenza, dai tratti chiaramente inquisitori ed intimidatori. La prima lettera è del 29 dicembre e altro non era che la risposta alla richiesta del CdG di utilizzare la struttura per organizzare il Veglione di fine Anno con gli Iscritti al Centro. Nella seconda, quella del 30 dicembre il Dirigente oltre a ricordare che il Consiglio Municipale aveva respinto la deliberazione (cosa mai accaduta a Roma fin dalla Costituzione dei Centri Anziani e dei relativi Regolamenti che ne disciplinano funzionamento e attività) chiedeva di conoscere la conformità regolamentare in merito ad eventuali introiti del Centro derivanti dall’utilizzo di una sua sala a privati e nel contempo di avere tutta la documentazione attestante la rendicontazione delle entrate ed uscite e delle attività svolte nel Centro Anziani dalla data di insediamento dell’attuale Comitato di Gestione ad oggi.

Ma la risposta del CdG del Centro Anziani Nino Manfredi non si è fatta attendere e il 2 gennaio 2015 ha risposto con una nota a firma dell’intero Comitato in cui a norma delle leggi e dei regolamenti comunali vigenti che regolano le attività, hanno risposto a tutti i punti sollevati da un Dirigente evidentemente molto “incline” ad accontentare le richieste che gli arrivano da componenti della maggioranza che governa il Municipio Roma V.

Un metodo e un modo che alimenta dubbi circa quell’imparzialità che invece deve essere propria da parte di chi ha responsabilità tecnico/amministrative dell’istituzione municipale… tant’è che il Comitato di Gestione ha chiesto espressamente al Direttore dell’Uosecs se il trattamento riservato al CdG del Nino Manfredi sia lo stesso osservato per tutti e 15 i Centri del Municipio Roma V o se invece si tratti, come del resto si evince, di una storia che va avanti da tempo e dai contorni chiaramente ritorsivi… e per i tanti volontari che lavorano gratuitamente per mandare avanti le attività nei centri il tutto è un’autentica tristezza.

Ecce Vinum

Commenti

  Commenti: 3

  1. maria grazia bombini


    provo una grande tristezza nel guardare p.zza dei Mirti :lugubre e spoglia. I grandi spzi dei marciapiedi sembrano fatti su misura per accogliere fiere e bancarelle come del resto via dei castani dove il negozio di frutta e verdura in cima alla via occupa il marciapiede con cassette e verdura, creando il restringimento del passaggio pedonale. Un dubbio mi assale ogni volta che di domenica vedo i negozi cinesi e le frutterei indiane :aperte con sfregio alle regole commerciali imposte ai commercianti altri. Mi domando nella immensa ignoranza in materia :ma gli stranieri hanno altre regole o facciamo finta di non vedere? I viglili che sono in zona controllano? a Domanda rispondi

  2. maria grazia bombini


    ha ragione che non centra nulla con l’argomento trattato sul Nino Manfredi, è stato uno sfogo.
    Sono una dei garanti dei centri anziani del V , vorrei precisare che ho visitato il Centro Anziani Manfredi e l’ho trovato accogliente ed efficiente. Se poi si cede per offerta la sala a compleanni e feste , credo che sia anche giusto , dato che all’interno esiste una mensa per gli anziani soli e molte cose si comprano con denaro raccolto dal Centro, senza gravare su gli utenti. Guardano la pulce nell’orecchio e non la trave nell’occhio. La concussione non esiste quando si tratta di solidarietà. Dico bravi al direttivo , andate avanti così e i politici si facciano da parte .

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