Non le fanno donare il sangue perché lesbica

Donna di 39enne denuncia discriminazione al Policlinico Umberto I
Enzo Luciani - 31 Ottobre 2011

Non le avrebbero fatto donare il sangue perché lesbica. E’ quanto denuncia una donna di 39 anni dopo che le è stato negato di donare il sangue al Policlinico Umberto I di Roma. Causa della negazione la convivenza da 4 mesi con un’altra donna che renderebbe –  secondo il medico –  il suo sangue "a rischio".

"Si tratta di una discriminazione inaccettabile, perché non vi sono argomentazioni scientifiche su cui poggiare una simile decisione”. È quanto afferma Ignazio Marino, senatore del Partito Democratico.

“Non è mai stata dimostrata – aggiunge Marino – la trasmissione di Hiv da una donna lesbica, anzi per loro il rischio è minore rispetto a quello di ogni altra donna eterosessuale. Lo dice la letteratura scientifica, sia per quanto riguarda l’Hiv sia per ogni altra infezione sessualmente trasmissibile. Di fatto, ci sarebbero più rischi per la sicurezza del sangue donato con un eterosessuale che avesse rapporti non protetti con delle prostitute e non lo dichiarasse in sede di colloquio".
Per il senatore Pd "i pregiudizi non possono e non devono trovare spazio nelle corsie degli ospedali. Sono tanti i medici, gli infermieri e i tecnici che ogni giorno lavorano in maniera rigorosa senza preconcetti o tabù, accertare la verità è un dovere anche nei loro confronti".  

Più cauto il commento della presidente della Regione Lazio Renata Polverini. "Non posso entrare nel merito della decisione del medico. Ora aspetto le sue valutazioni in base a quanto dichiarato dalla signora nel colloquio, che è tutelato dalla privacy, di cui per questo motivo non si possono conoscere i contenuti». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dopo aver visitato l’ospedale San Filippo Neri, commentando quanto denunciato da una donna a cui sarebbe stato impedito di donare il sangue all’Umberto I per la sua omosessualità".


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