Non sono solo tecnicismi

A proposito della bozza finale dell'attesissimo PNRR (già Recovery Plan)
GiProietti - 24 Aprile 2021

La bozza finale dell’attesissimo PNRR (già Recovery Plan), che ad ore va all’approvazione del Consiglio dei Ministri, prima di essere trasmesso al Parlamento e quindi alla Commissione UE, è finalmente pronta.

Trecento pagine fitte di strategia, di cifre, (221,5 miliardi di Euro), di considerazioni profonde sul nostro immediato futuro e sugli interventi più necessari per ridare slancio alle necessarie riforme da attuare, secondo una governance precisa e responsabile, non sono un semplice ed arido elenco, ma l’esercizio brillante delle migliori intelligenze (“ci sono!!!”).
Chi ha la pazienza di leggerlo con la massima apertura mentale, in scienza e coscienza, si rende conto che in quel documento c’è il massimo sforzo professionale e tecnico-politico che in Italia si potesse immaginare.
Chi ha poi la fortuna di poter confrontare questo documento con le prime bozze dei primi di dicembre 2020 messe insieme in fretta dal secondo Governo Conte, si rende conto che finalmente ci siamo: i nostri migliori tecnici economici e politici, schierati dalla mente sopraffina di Mario Draghi, sono riusciti a partorire uno stupendo Manuale di Sopravvivenza per l’Italia, senza farsi distrarre dalla pochezza dei problemi contingenti dei soliti piccoli politicanti, che vivono di miopia e ignoranza, propria e dei propri elettori.
È questo il dramma vero.

Lo scollamento, che appare evidente, tra chi sa conciliare la chiarezza delle riforme necessarie, la lucidità delle strade principali da percorrere, in tempi brevissimi e mai praticati in questo Paese, all’interno di una struttura che governi in modo trasparente e di chiare responsabilità mai messa in piedi, e i soliti proclami che si alimentano di sola demagogia di bassissimo livello dei politici attuali parlamentari, è impressionante e pauroso.
Si dibatte in modo banale di far riaprire le attività dei ristoratori dalle h 22 alle h 23 (“facciamo alle 22,15 già pigiamati…?”), di bassa velocità di denuncia di uno stupro subito, di svincolare un sistema tipo Rousseau da un processo democratico etc etc, di migliaia di vaccinazioni fatte senza registrazione e di altre decine di migliaia regalate ai soliti raccomandati, saltando le categorie a rischio e favorendo il crescere drammatico quotidiano dei 15000 contagi e dei 400 morti giornalieri… di partiti che, per raccattare voti facili, la mattina fanno riunioni di Governo ed il pomeriggio si astengono in CdM su questioni importantissime e poi la sera fanno manifestazioni in piazza con Fratelli di Italia… E intanto i sistemi terzomondisti di malaffare prosperano…
Ma vogliamo renderci conto che non si può studiare e progettare un sistema complesso difficilissimo col solo pallottoliere e con l’ignoranza pura e semplice di chi vuole solo ignoranti intorno a sè per raccattare voti?
Questi politici sono in grado, non dico di capire a fondo, ma solo di leggere il draft (bozza) finale del PNRR?
E se è così, come faranno a dare la prossima settimana un contributo critico che arricchisca il documento, prima del suo invio a Bruxelles?

Questo PNRR è un documento contro:
– le mafie
– il pressapochismo del nostro “tiremm innanz”
– i giochetti dei fancazzisti
Nello stesso tempo fa tana a tutti quelli che hanno saputo gestire i Vaffaday e gli assembramenti da mohitos che tutti conosciamo.

Signori politici, passate il fine settimana a studiare i documenti ed a capire cosa volete fare da grandi.
Altrimenti frequentate un po’ di più quelli che sono appena usciti dai coma Covid, che hanno capito nella sofferenza – creata dall’inciviltà italica -la giusta gerarchia dei valori, sia personali che comuni.
Così potete scegliere serenamente ed inevitabilmente di lasciare spazio a chi vuole provare a cambiare democraticamente le cose e rendere più respirabile l’aria.

Buona meditazione


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