Nonna Maria è rientrata nella sua casa

L’anziana donna vittima dell’occupazione abusiva del suo appartamento in via Giovanni Palombini a Ponte Mammolo
di Mariangela Di Serio - 9 Febbraio 2013

Una storia a dir poco sconvolgente quella della signora Maria. Una vicenda che sembra anomala, ma che in realtà è molto più frequente di quanto non si creda. Maria Lorenzi, l’anziana donna che per venti giorni ha dormito sul pianerottolo è finalmente rientrata nel suo appartamento romano di via Giovanni Palombini, nella zona di Ponte Mammolo.

La signora Maria, ribattezzata dagli abitanti del suo quartiere “Nonna coraggio” per l’ostinazione e la perseveranza che ha dimostrato in questi lunghi venti giorni durante i quali il suo appartamento è stato abusivamente occupato da una coppia con due bambini, mentre era andata a trovare a Fiumicino la mamma novantenne che stava poco bene. Maria era partita la domenica e il martedì la sua casa era già stata occupata.

Nel pomeriggio di venerdì 8 febbraio 2013, finalmente, dopo lunghe ore di trattative con il vicesindaco Sveva Belviso, l’assessore alle Politiche abitative Lucia Funari e la Polizia Locale di RomaCapitale del V Gruppo, gli occupanti hanno deciso volontariamente di lasciare l’appartamento. La Belviso ha commentato: “Non è stato necessario l’uso della forza, la signora ha realmente bisogno di un aiuto, ha accettato la nostra assistenza ed è stata accolta in una casa famiglia”.

Dar Ciriola asporto

Un episodio davvero triste quello accaduto alla signora Maria, un caso molto significativo che denota il degrado delle periferie della Capitale e l’incapacità delle istituzioni pubbliche di tutelare i cittadini. Così commenta l’accaduto il membro della direzione regionale del Partito Democratico di Roma, Giuseppe Lobefaro : “L’ennesimo caso di una casa del Comune di Roma che viene occupata durante l’assenza temporanea per motivi di salute del legittimo assegnatario è un segnale preoccupante del degrado delle periferie romane e dell’assenza delle istituzioni incapaci di tutelare le istanze dei più deboli”.

E aggiunge: “La vicenda ha dell’incredibile ma non è un caso isolato. Anzi è diventato un fenomeno diffuso e nel silenzio generale ha trasformato la nostra città in una giungla. Come è possibile arrivare nella nostra città a tollerare e far proliferare episodi di tale barbarie?”. “Ho sollecitato il Presidente del V municipio – continua Lobefaro – a prendere provvedimenti per ripristinare la legalità e invito il sindaco di Roma a occuparsi del caso per riportare la serenità in una povera donna disperata e per dare un segnale di sicurezza all’intera cittadinanza”.


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