Nulla di fatto al Consiglio del Quinto municipio

Gli assessori nominati non possono svolgere il loro ruolo istituzionale perché non sono stati investiti delle loro rispettive deleghe
di Federico Carabetta - 1 Luglio 2011

Il 28 giugno scorso, nella sala consiliare del V municipio si respirava un’aria di malcelato nervosismo: sembrava di vivere la proverbiale calma che precede una bufera. Nervosismo e qualche protesta anche nello spazio riservato al pubblico ed alla stampa perché sorprendentemente, ad un evento così importante, c’erano solo 5 persone, due delle quali per obbligo di servizio. C’era Ermenegildo Colazza presidente onorario del Cdq “Colli Aniene” con il vicepresidente Barsanti ed un cronista sommamente irritato per aver saputo del Consiglio, come tutti, per puro caso.

Abbiamo così dovuto assistere all’ultima farsa di questi ultimi undici mesi che si è risolta con un nulla di fatto perché, in un grande municipio qual è il V, gli assessori nominati non possono svolgere il loro ruolo istituzionale perché non sono stati investiti delle loro rispettive deleghe.

E poiché anche quest’ultima riunione del Consiglio, che era finalizzata proprio alla presentazione da parte del Presidente del municipio degli assessori, questa volta con le deleghe, non ha avuto esito, gli assessori continueranno ad essere (come fanno da quasi un anno) insieme con le loro inutili segreterie, un onere inutile alla faccia dei contribuenti.

Tornando al Consiglio municipale, per cominciare in aula si notava l’assenza dell’Italia dei Valori, UDC e SEL compreso il suo capogruppo e vicepresidente del municipio Antonio Medici, mentre ampia era la defezione del PD. Ciò a conferma irrevocabile che la crisi che paralizza il parlamentino del V municipio è irrisolvibile e che le divisioni interne ai partiti di maggioranza sono insanabili.
Infatti, quella che in aula avrebbe dovuto rappresentare la maggioranza, era presente (contando anche il presidente Caradonna) con soli 9 consiglieri su 15.

La situazione che si è andata fin dall’inizio facendosi sempre più incomprensibile, è diventata infine criptica allorquando si è assistito dopo poche battute al pretestuoso abbandono dell’aula da parte degli assessori nominati dal PD. Questi, nonostante il ripetuto invito del presidente Caradonna, si sono rifiutati di rientrarvi.

Di conseguenza, nonostante siano quasi 11 mesi che il Consiglio del V municipio navighi a vista, ancora questa volta nulla di fatto perché l’assegnazione delle deleghe agli assessori non si è avuta.

Per Caradonna la seduta è l’ennesima dimostrazione che i tentativi di sostenere un percorso condiviso e portare avanti un programma ampiamente rappresentativo dei partiti della maggioranza sono sforzi vani. La difficoltà di lavorare insieme è evidente, cosa spiacevole perché il Presidente aveva chiesto alla sua maggioranza un atto di responsabilità. Caradonna pertanto ritiene necessario rivedere le azioni messe in campo e chiede a Sel se voglia fare ancora parte della maggioranza.

Il Presidente del Consiglio municipale Dino Bacchetti, disgustato, ci ha dichiarato che quanto accaduto è inaudito e mai verificatosi prima nella storia del municipio ed è tale da denotare un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’assemblea municipale che in definitiva è l’espressione dei cittadini.

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In merito all’abbandono dell’aula da parte degli assessori del PD, va detto che quando i tre sono usciti, a farlo notare è stato un rappresentante dell’opposizione mentre né Caradonna né il segretario di partito sono riusciti a dissuaderli. E’ stata un’ora e mezzo di disgusto e sofferenza perché pensavo ai tanti problemi irrisolti del nostro municipio. Certamente sarebbe molto edificante per i cittadini partecipare a queste riunioni consiliari per rendersi conto di chi governa e come il municipio. 


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