Nuova ordinanza per il decoro nel centro storico di Roma

Via riscaldamenti a fungo, gazebi e teloni. Chiusura di cinque giorni per chi non rispetta le regole
di Serenella Napolitano - 7 Febbraio 2013

E’ entrata in vigore il 6 febbraio 2013 l’ordinanaza in comune accordo tra Sovrintendenze Statali e quella capitolina sui dehors. Dunque via i funghi per il riscaldamento, tavolini sui marciapiedi e gazebo troppo ingombranti. Il tempo per adeguarsi alle nuove direttive è di sette giorni dopo di che multe e anche cinque giorni di chiusura per gli esercenti che non si adeguano.

Le nuove disposizioni prevedono la possibilità di perimetrare lo spazio esterno con pannelli di un’altezza massima di un 1m e 30, ma niente coperture in Pvc.  Sono invece previste tende, in colore ecrù, in aggetto da muro o anche a rullo e ombrelloni, mentre gli elementi di perimetrazione con strutture autoportanti saranno autorizzate soltanto per motivi di sicurezza e incolumità e dovranno seguire la tipologia della Croce di Sant’Andrea a cui sopra si potrà applicare una copertura in vetro o plexiglass. Anche gli ombrelloni dovranno essere in colore ecrù e senza alcuna mantovana. I classici riscaldamenti a fungo, man mano saranno sostituiti da quelli a piramide.

L’Assessore al Commercio Davide Bordoni si ritiene soddifatto dell’obiettivo raggiunto: “Oggi mettiamo fine alla questione dehors con un accordo che elimina quel limbo di regole. Questo accordo – ha aggiunto- è un passo avanti significativo per il miglioramento del decoro”.

Dar Ciriola asporto

Meno soddisfatti sono i rappresentati della’Associazione Esercenti e Bar di Roma: “La nostra Associazione accoglie positivamente ma con alcune riserve la nuova ordinanza. Siamo parzialmente favorevoli ai contenuti, nella parte in cui si amplia la possibilità di inserire nuovi elementi di arredo che possano proteggere un minimo i nostri clienti dagli eventi atmosferici – dichiara Claudio Pica, Segretario dell’Associazione Esercenti e Bar di Roma – Abbiamo ottenuto almeno l’inserimento di perimetrazione di 1,30 mt. in tutte le O.S.P. del Centro Storico sia nelle isole pedonali sia nelle vie oggetto di transito per gli autoveicoli, senza presentare alcun progetto aggiuntivo (come affermato dal Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno).

Quello che ancora non si comprende è che questo percorso di concertazione sia servito solamente a mettere in chiaro alcuni aspetti, lasciandone fuori altri molto importanti. Credo – continua Claudio Pica – che sarebbe stato meglio emettere un’ordinanza di più ampio respiro visto che c’era la disponibilità di molte sigle ad affrontare le molte tematiche sul tavolo. Così non è stato e me ne rammarico.

E’ stata sprecata un’occasione. In ultimo – conclude Claudio Pica – la Sovrintendenza Nazionale dovrebbe pensare maggiormente a tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico e monumentale, anziché agire con il centimetro alla mano per imporre delle regole cervellotiche ( perché mt. 1,30 e non mt. 1,60, come dalla nostra Associazione più volte rimarcato?) che si accaniscono contro Pubblici Esercizi e Piccole Imprese che danno lavoro a migliaia di persone. In questo periodo di crisi, ci si aspettava  una maggiore sensibilità e flessibilità da questi burocrati di Stato e invece si riscontra l’ennesimo “NIET” di antica memoria.”
 


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