

La priorità è vincere, nel Lazio e a Roma. E quando gli obiettivi sono così grandi, le correnti possono permettersi persino di dimenticare le vecchie ferite. Almeno per ora
Un anno fa, a giugno 2023, il Pd del Lazio aveva sorpreso tutti con un congresso inedito: niente lacerazioni, niente resa dei conti, ma un segretario unitario, Daniele Leodori, sostenuto da tutte le anime democratiche.
Una vittoria plebiscitaria, con il 95% delle preferenze, che inaugurava la stagione del “volemose bene”. Oggi quel clima non è svanito: anzi, con il rinnovo della segreteria ufficializzato nei giorni scorsi, la tregua interna si è trasformata in una vera e propria “lunga pace”.
La nuova squadra scelta da Leodori parla la lingua dell’inclusione: accanto a figure già presenti come Valeria Campagna e Alessandra Troncarelli (esce Ludovico Di Traglia, che però resta in segreteria), entrano Mario Ciarla, Emiliano Avetti, Antonio Pompeo, Giulia Urso ed Emiliano Pittueo, confermato tesoriere.
Ma i colpi da novanta sono due: il deputato Claudio Mancini, leader di “Rete Democratica”, con la delega agli enti locali, e il consigliere regionale Massimiliano Valeriani. Presenze che consolidano gli equilibri interni e danno il segnale di un partito che prova a muoversi compatto.
A completare il quadro ci sono gli invitati permanenti: il presidente De Angelis, i segretari delle federazioni provinciali, i Giovani democratici e le Democratiche. Una rappresentanza ampia, quasi a ribadire che in questa fase nessuno resta fuori.

Parallelamente, parte la conferenza programmatica: uno strumento che accompagnerà il Pd Lazio fino al 2026, con l’obiettivo – spiega Leodori – di “costruire un’alternativa solida e credibile, capace di riportare il centrosinistra alla guida della Regione e sostenere il buon governo della Capitale”.
Non è solo organizzazione interna, dunque, ma un percorso che intreccia politica e prospettiva di governo.
Dopo l’appoggio unitario a Leodori nel 2023 e la nomina di Pino Battaglia in giunta Gualtieri con delega al Pnrr e alle periferie, il rinnovo della segreteria è la vera ciliegina sulla torta: un partito che mostra compattezza, anche a costo di mettere in stand-by le rivalità storiche.
Un messaggio chiaro: la priorità è vincere, nel Lazio e a Roma. E quando gli obiettivi sono così grandi, le correnti possono permettersi persino di dimenticare le vecchie ferite. Almeno per ora.
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