Per un nuovo modello di Governance del territorio

La presentazione del libro di Bruno Manzi giovedì 31 ottobre 2013 a Palazzo Valentini a Roma
Redazione - 16 Ottobre 2013

Giovedì 31 ottobre 2013 alle ore 10,30 presso la Sala Di Liegro, Palazzo Valentini in via IV Novembre il Consiglio delle Autonomia Locali del Lazio e Legautonomie organizzano la presentazione del volume di Bruno Manzi “Per un nuovo modello di Governance del territorio. Il sistema delle autonomie territoriali per un assetto federale dello stato in un’economia di mercato”.

Intervengono, oltre all’Autore: Donato Robilotta, presidente CAL, Gustavo Piga, professore ordinario di Economia politica Università di Roma Tor Vergata, Stelio Manganelli, presidente ISSIRFA, Luciano Vandelli, professore ordinario di Diritto amministrativo, Università di Bologna

Il Libro

Chi esercita il ruolo di amministratore pubblico si pone frequentemente l’interrogativo di come possa migliorare la propria azione o modificare gli strumenti di cui dispone per aumentare, contenendone al contempo i costi, l’efficacia degli interventi realizzati nell’interesse delle popolazioni amministrate. Troppo spesso però, l’attività quotidiana non concede tempo per ragionamenti di cornice che, in ogni caso, dovrebbero sottostare alle scelte e agli indirizzi che guidano tale attività. È cosí che prevale la rapidità di giudizio e la capacità d’intuizione dell’amministratore, lasciando ad altri la possibilità di discettare di argomenti teorici che non sempre trovano attuazione nella pratica politico-amministrativa. D’altra parte, processi di riforma e riorganizzazione del sistema realizzati per parti, senza una visione d’insieme e con il solo obiettivo del contenimento dei costi, da un lato possono indebolire la tenuta complessiva del sistema e dall’altro, paradossalmente, possono determinare un aumento dei costi medesimi. In questo libro viene descritta un’ipotesi di governance del sistema istituzionale territoriale che non segue l’attuale procedere degli eventi ma che si sviluppa a partire da una visione non ortodossa. Attraverso tale modello viene ricercato il punto di sintesi tra l’esigenza di promuovere processi di liberalizzazione, di semplificazione di sistema e il necessario protagonismo pubblico ai fini dell’equità, della competitività sistemica e dello sviluppo del mercato.

 


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