Nuovo progetto per l’isola pedonale al Vecchio Quadraro

Sconosciuto ai più è già in fase esecutiva
Carlo Rossi - 17 Novembre 2020

Comparso accidentalmente qualche settimana fa su una pagina Facebook di quartiere, il nuovo progetto di isola pedonale https://romamobilita.it/it/progetti/piani-particolareggiati-traffico/riqualificazione-quadraro-vecchio è ben diverso da quello presentato e noto – peraltro solo sulla stessa pagina Facebook – da oltre due anni.

Il primo prevedeva un restringimento della carreggiata a metà della principale via dei Quintili per circa 80 metri (dall’intersezione con via degli Arvali a via degli Ortensi), il mantenimento della sede stradale all’attuale altezza e la possibilità di transito per il traffico pubblico e privato. Si trattava di una sorta di imbuto volto a diminuire la velocità degli autoveicoli e contrastare il traffico d’attraversamento ampliando quanto possibile i marciapiedi ai due lati di una trincea carrabile.

L’attuale progetto, ormai in fase esecutiva per una cifra di quasi 750.000 Euro, prevede invece il rialzamento delle sedi stradali all’altezza dei marciapiedi non solo per il suddetto tratto, ampliato fino a via Columella e interdetto al traffico privato, ma anche nella parallela porzione di via degli Arvali e, in ragione di presunte alte velocità, per i quattro attuali accessi al quartiere: due a Nord da via degli Angeli, a Est all’inizio di via A. Pediano e a Sud dalla Tuscolana a largo dei Quintili.

Laboratorio Analisi Lepetit

I tratti rialzati di via dei Quintili e via degli Arvali sono poi indicati come futura piazza e il tutto come la riqualificazione del quartiere.

La viabilità locale – che il nuovo progetto rimanda ad una “futura disciplina del traffico” – ne sarà deliberatamente complicata attraverso il suo spostamento su “… altri itinerari lungo la viabilità (esterna) … di via Tuscolana, via di Centocelle, via degli Angeli, via di Porta Furba”, mentre a tutti gli autoveicoli che vi transiteranno sarà imposto un doppio ‘stress-test’ degli ammortizzatori.
Come tali saliscendi possano poi essere compatibili con il transito dell’unico autobus del servizio pubblico che attraversa il quartiere è cosa che lascia perplessi e che, al momento, non è dato sapere.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare un’isola ambientale per pedoni e biciclette; un intero quartiere dove il traffico veicolare sia disincentivato e ridotto al minimo possibile, e ciò sempre in ragione delle elevate velocità e dell’intenso traffico di attraversamento che attualmente lo ‘affligge’ (Introduzione, Inquadramento generale .., 2º capoverso).

Chi conosce e vive il quartiere sa però che il normale traffico veicolare della zona – ad eccezione dell’unica ora di punta mattutina – è mediamente quello che appare nel video registrato dallo stesso presidente della III commissione mobilità, E. Stefàno, sponsor dell’operazione, il 17/9/18 in un normale lunedì mattina all’inizio di v. dei Quintili: 4 autovetture in 2.09 minuti.


Chi conosce e vive il quartiere sa anche che tre dei quattro accessi oggetto di intervento, per le ridotte sezioni stradali e gli innesti a 90°, sono sempre transitati a velocità minime, mentre sul quarto insiste un segnale di STOP a lato della locale stazione dei Carabinieri.

Colpisce poi che in un progetto che si presenta come “La riqualificazione del quartiere” non appaia alcun riferimento alla riapertura di via Cibele ed al relativo accesso al Parco Archeologico di Centocelle (P.A.C.) che pure ne costituisce un elemento fortemente qualificante https://abitarearoma.it/vecchio-quadraro-laccesso-mancante-parco-centocelle/ , e non solo per l’ambito locale.

Se infine si considera che in questo progetto si nega espressamente la presenza di attività che non siano di carattere “strettamente locale”, mentre ne esistono invece più di una decina che vivono di clientela esterna al quartiere (dallo storico ferramenta Maresci al centro produzione infissi Famip, dai carrozzieri ai meccanici, al falegname al fabbro) più di un dubbio appare lecito sulla rispondenza fra la realtà locale e la sua descrizione, e con ciò sulle vere ragioni dell’intervento in progetto. (1 continua)

 

Carlo Rossi


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