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Nuovo stadio, ipotesi Cinecittà. Dubbi sul progetto a Tor di Valle

Proposta del presidente del X municipio Medici: “E' una soluzione possibile”. Alemanno: “Non conta chi, né dove si costruisce, ma cosa si costruisce”. Ieri al Coni vertice Di Benedetto-Petrucci
di Lorenzo Censi - 29 Settembre 2011

Il nuovo stadio della Roma accanto agli studi di Cinecittà. Per adesso è solo una proposta, arrivata dal presidente del X municipio Sandro Medici: «Se la decisione sul nuovo stadio della Roma non è solo materia di faccendieri e improvvisatori, vorrei dire che Cinecittà è una soluzione possibile, vantaggiosa per l’amministrazione pubblica (sempre che quest’ultimo sia considerato criterio positivo)».

Quella di Medici è certo un’idea ancora embrionale, ma non sembra una boutade. Sulla localizzazione: «L’area sulla riva sinistra della Via Tuscolana, situata tra gli stabilimenti di Cinecittà e il raccordo anulare – spiega Medici – è un’ampia superficie pubblica, di proprietà del Comune di Frascati, perfettamente idonea ad accogliere un grande impianto sportivo con il relativo indotto edilizio; si tratta di una quarantina di ettari attraversati dalla linea A della metropolitana e su cui già il piano regolatore prevede una significativa volumetria, abbondantemente in grado di soddisfare le esigenze edilizie del futuro stadio».

Non vuole tirare l’acqua al suo mulino, Medici, anzi ha studiato la trasparenza di un’operazione del genere : «Non sfuggirà che in tal modo si neutralizzerebbe qualsiasi ipotesi di speculazione privata, così come di cubature aggiuntive, e per un importante quadrante periferico potrebbe diventare un’opportunità di emancipazione urbanistica, oltreché di crescita economica».

Infine il presidente del X municipio si lascia andare ad una considerazione da tifoso: «Se poi – conclude Medici – uno dei criteri attraverso cui scegliere la nuova localizzazione è quello suggerito dal nuovo presidente della Roma, e cioè di incutere timore agli avversari, si sappia che il quadrante sud-est della nostra città è popolato da numerosi branchi di lupi ‘giallorossi’ famelici».

L’eventualità di Cinecittà, come papabile zona per il futuro stadio rappresenta la terza candidatura del quadrante sud-est della capitale, dopo la Romanina e Tor Vergata, che tra tutti i siti è quello che presenta il minor numero di problemi legati all’ambiente. L’area,  già teatro della riqualificazione sportiva firmata Calatrava, dispone di moltissimo spazio per poter costruire un vero e proprio polo sportivo giallorosso. Anche l’ipotesi Tor di Valle è però molto forte, sia per la vicinanza dall’autostrada Roma-Fiumicino che per la stazione della ferrovia Roma-lido.

Ma se la proposta di Medici era all’insegna della trasparenza, non si può dire altrettanto di quest’ultima. Quale sarebbe il piano della Roma a Tor di Valle? Non più costruire sui terreni della Monachina ma proprio sull’area dell’ippodromo, che è stata acquistata da un gruppo di immobiliaristi romani guidata da Luca Parnasi, con l’obiettivo di riqualificare l’ippodromo e, in alternativa, delocalizzarlo, per esempio al Pescaccio (altra area destinata a Parnasi)?

A questo punto gli ambientalisti denunciano la “mandrakata”: il nuovo ippodromo, con annesso centro commerciale da 700.000 metri cubi, al Pescaccio, e lo stadio di proprietà a Tor di Valle. Piccolo problema, nella tenuta di Tor di Valle il limite di edificabilità è di 14.000 metri cubi, mentre per il nuovo stadio ne servono 1 milione. Come risolverlo? Modificando il Prg in Accordo di Programma ed il piano di tutela paesaggistica regionale. I tempi tecnici si aggirano intorno ai 5 anni, proprio quelli richiesti dalla Roma per la costruzione della sua nuova “casa”.

"Sulle eventuali aree" si è espresso Alemanno "non ci sono ipotesi predefinite. Nessuna di quelle di cui si è parlato è esclusa ma nessuna di queste è in pole position. A noi non interessa chi sarà il costruttore di questi nuovi stadi ma cosa si va a costruire. A noi interessa la città e il miglior progetto possibile. L’idea di un nuovo stadio deve essere vissuta in maniera positiva senza strumentalizzazioni di sorta e senza nessun tipo di sospetto e ovviamente il discorso vale anche per la Lazio. In questo ho trovato in Di Benedetto la ferma volontà di affrontare subito la questione senza perdere ulteriormente tempo. Nel progetto coinvolgeremo anche gli enti locali come la Regione".

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Intanto il 28 settembre, intorno alle 11.30, c’è stato un vertice tra Petrucci e Di Benedetto agli uffici del Coni al Foro Italico: al centro del colloquio l’obiettivo di un “più efficiente utilizzo del patrimonio sportivo e culturale dello Stadio Olimpico e del Parco del Foro Italico “, a partire dalla volontà, manifestata dalla Roma e accolta dal Coni, di creare nuove postazioni per il merchandising. Inoltre si è parlato anche della possibilità di utilizzare alcuni ambienti intorno al Foro Italico (come l’ex Ostello della gioventù) come uffici amministrativi della nuova società giallorossa. La discussione si è poi spostata sulle modalità di incremento della funzionalità dell’Olimpico: dall’attenzione alle famiglie e ai disabili al potenziamento dei servizi per i media. Altri problemi forse più impellenti, come la situazione dei bagni, il caos- parcheggi e la (non)visuale da alcuni settori, probabilmente saranno risolti solo con il nuovo stadio.


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