Occupazione al Francesco D’Assisi

Disoccupazione, tasse troppo alte e diseguaglianze. Queste le motivazioni della protesta nel liceo di Centocelle
di Emiliano Germani - 26 Novembre 2012

Cortei, manifestazioni, autogestioni e occupazioni. Siamo nel vivo dell’autunno caldo delle proteste del mondo della scuola, rese forse quest’anno più vibranti dalla crisi economica che rende sempre più incerte le prospettive future dei ragazzi impegnati nello studio e dai tagli incombenti della spending rewiev, che rischiano di ridurre ulteriormente le già cronicamente scarse risorse destinate al mondo dell’istruzione.

Ma cosa succede in questi giorni nelle decine delle scuole superiori della Capitale autogestite o occupate? Parlando con alcuni studenti, abbiamo cercato di gettare uno sguardo nel Francesco D’Assisi, storico liceo scientifico di Centocelle

Disoccupazione alle stelle, tasse universitarie troppo alte, diseguaglianze. Sono questi alcuni dei temi che preoccupano di più i giovani. E a dispetto di quanti vedono nelle proteste solo un pretesto per evitare lo studio, emerge il forte interesse dei giovani per la politica e il bene comune. “Non sappiamo se tra di noi ci sia un futuro premier – ci raccontano alcuni dei ragazzi del D’assisi – ma è certo che noi siamo il futuro di questo paese, e alcuni di noi probabilmente andranno a formare anche la futura classe politica. Per questo speriamo che cambi anche il modo di entrare in politica, e che non bisognerà più necessariamente essere raccomandati o corrotti per poter far parte di chi governa il Paese”.

A fronte dei timori che l’occupazione significhi solo niente lezioni e rischio vandalismo, emerge la volontà di impegnarsi e vivere con responsabilità un’esperienza. Durante la mattinata si svolgono dei corsi, tenuti da studenti della scuola che riguardano temi di attualità, oppure attività di cineforum con film storici sulla resistenza, o ancora ci sono dei gruppi di studio o corsi di recupero dove i studenti più grandi aiutano gli altri.

Infine, dopo aver visto le brutte immagini degli scontri di piazza, è bello anche scoprire che studio e impegno sono al centro della vita della stragrande maggioranza dei ragazzi. Uno ci racconta: “Il mio obiettivo è continuare il programma di studi andando all’università, perché studiare è fondamentale per capire quello che ci succede intorno. Studiare ci permette di pensare con la nostra testa, e questa secondo me è la vera libertà”. 


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