Ocse 1 e 2 – Giudici italiani, codice nigeriano – Se una strage di bambini non fa più notizia

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 27 Novembre 2012

Ocse 1 

"Si sta registrando in Italia – ha fatto conoscere l’Ocse, l’ Organizzazione europea per la cooperazione e lo sviluppo economico – il calo più alto dei consumi dal secondo dopoguerra mondiale ad oggi".

Meno male che un anno fa, al Governo, è arrivata una compagine di tecnici e di professori. Senza di loro, magari, oggi i consumi italiani starebbero calando, addirittura, al livello di quelli durante, e non dopo, la seconda guerra mondiale.

Ocse 2

"Data la situazione – ha fatto conoscere, come se non bastasse, l’Ocse – almeno nel 2014 sarà necessaria, in Italia, una nuova stretta fiscale".

Ma sia il "premier" Mario Monti sia il Ministro dell’economia, Vittorio Grilli, hanno sempre ripetuto che non vi sarebbe stata ormai più la necessità di nuove strette fiscali. Credere all’Ocse, allora, o credere al "premier" Mario Monti e al Ministro dell’economia, Vittorio Grilli? Ognuno faccia come si sente.

Giudici italiani, codice nigeriano

"La Corte d’Appello di Venezia – è giunta notizia – ha assolto i genitori nigeriani che avevano infibulato le loro due figlie perché "il fatto non costituisce reato"".

L’infibulazione, cioé la grave menomazione degli organi genitali femminili, non costituisce reato? In Nigeria, purtroppo, e in molti altri Paesi islamici. In Italia, invece, no: costituisce reato eccome. Ed è molto grave che la Corte d’Appello di Venezia lo ignori o ci passi sopra per un inaccettabile rispetto di un’usanza, benché brutale, tuttora lecita in alcuni parti meno civili del mondo. E’ molto grave, insomma, che ignori – o conosca, ma li calpesti – le legge n° 7 del 9 gennaio 2006, che ha messo al bando quella pratica violenta, e l’articolo 583 bis del Codice penale, che punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, in assenza di esigenze terapeutiche, cagioni una mutilazione agli organi genitali femminili. Signori della Corte, della Corte d’Appello di Venezia, guardate che Venezia è in Italia, non in Nigeria. E, poiché sembra che ve ne siate dimenticati, forse farebbe bene a ricordarvelo il Consiglio superiore della magistratura. Se non con qualcosa di più, almeno con una energica tirata di orecchi.

Se una strage di bambini non fa più notizia

"Una bomba a grappolo, lasciata cadere da un aereo del regime siriano su un campo da gioco alle porte di Damasco – hanno riportato i giornali con scarsa evidenza – ha causato la morte di dieci bambini sotto i quindici anni".

Per i giornali, dunque, stragi anche terribili in Siria, avvenendo quotidianamente, non fanno ormai più notizia. "Un cane che morde un uomo – si insegna, ancora oggi, nelle redazioni – non fa notizia. A fare notizia, invece, è un uomo che morde un cane". Ergo: Bashar al-Asad che fa sganciare bombe a grappolo su un povero campetto dove stanno giocando pacificamente e allegramente decine di bambini, essendo cosa quasi di tutti i giorni, non può fare ormai notizia. Farebbe notizia, sì, se decine di bambini siriani smettessero di prendere a calci un pallone, salissero su un loro areoplanino e andassero a sganciare ordigni di morte sopra la ricca dimora dove Bashar al-Asad ordina le stragi contro il suo popolo. Come farebbe notizia, poiché fino ad oggi è avvenuto se non in modo "soft" e ridicolo, una dura e seria condanna da parte dell’Europa. O l’Europa è troppo occupata a bisticciare, al suo interno, sulle questioni dell’alta finanza e del predominio degli uni sugli altri? 


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  1. La sentenza di Venezia non riguarda una infibulazione, ma un intervento estremamente più lieve: una piccolissima incisione sulla mucosa del clitoride, che non ha provocato alcun danno alla salute della bimba che vi è stata sottoposta. Forse per dare una corretta informazione sarebbe opportuno prima … informarsi

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