Oltre 550 cinghiali catturati in un mese e mezzo

Approvata delibera regionale per rendere più incisiva ed efficace l’attività per la gestione e il controllo della Peste Suina Africana
Redazione - 15 Luglio 2022

Dal mese di Giugno a oggi sono state effettuate circa 550 catture di cinghiali nel territorio della Regione Lazio. Nello specifico sono state effettuate: 36 catture nella zona rossa del Parco di Veio, 57 nel Parco di Bracciano, 129 nella Riserva Laghi Lungo Ripasottile e 56 nell’area del Monumento Naturale Pian S. Angelo. Oltre 275 catture invece all’esterno delle aree protette.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le catture nei parchi sono pressoché triplicate mentre sono raddoppiate quelle all’esterno delle aree protette.

Inoltre nella giornata di ieri la Giunta regionale per accelerare le misure di contenimento della peste suina africana, in accordo con la struttura commissariale nazionale, ha approvato una delibera che assegna agli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) specifiche risorse finanziare per la ricerca dei cinghiali, l’abbattimento e lo  smaltimento delle carcasse.

Richiesto intervento del Governo nazionale

“Ho partecipato alla conferenza stampa sull’emergenza cinghiali organizzata dal coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, Federico Caner, per ribadire come Regione Lazio l’insostenibilità della situazione legata alla presenza di cinghiali nel nostro territorio, così come nell’intero Paese, e l’urgente necessità di un serio e concreto intervento da parte del Governo.
Parliamo di una emergenza – dichiara il 14 luglio in una nota l’Assessora Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Enrica Onorati – che mette in discussione non solo il lavoro dei nostri agricoltori, ma anche la sicurezza dei nostri cittadini. Al netto della presenza di casi di peste suina africana nel Lazio, il tema della fauna selvatica non è ormai più rinviabile né possibile pensare che sia problematica da attribuire a una Regione piuttosto che a un’altra, essendo chiaramente una emergenza nazionale. Nonostante le ripetute richieste e proposte da parte della Commissione, ivi compresa una bozza di decreto interministeriale presentata dal coordinatore Caner a nome della Commissione che prevedeva modifiche della legge 157 del 1992, ormai palesemente anacronistica in termini di strumenti e tutele, nulla a oggi è stato fatto. Ventuno assessori regionali chiedono interventi certi, in termini di risposte efficaci ed efficienti che i nostri cittadini tutti hanno diritto ad avere”.

La delibera regionale

L’obiettivo della delibera è quello di rendere più incisiva ed efficace l’attività per la gestione e il controllo della Peste Suina Africana nell’ambito dei piani di caccia, di selezione e delle operazioni di controllo del cinghiale; un atto concordato con il Commissario Straordinario per la Peste Suina africana, Angelo Ferrari, e conseguente alla circolazione della pesta suina in alcune aree della nostra regione, e in modo particolare di Roma Capitale.

Nello specifico la delibera regionale approvata il 14 luglio prevede che gli ATC vengano dotati di specifiche risorse finanziare per svolgere attività di smaltimento delle carcasse dei cinghiali abbattuti durante le attività di caccia, di selezione e di controllo di questi animali.
Viene stabilito infatti un rimborso spese forfettario ai soggetti che, ai sensi dell’Ordinanza 4/2022 del Commissario straordinario per la Peste Suina Africana, effettuano la ricerca attiva delle carcasse in coordinamento con le Forze dell’ordine o le Aziende Sanitarie Locali territorialmente competenti.

La delibera prevede infine di riconoscere un rimborso spese forfettario ai ‘selecontrollori’ (cacciatori che, dopo aver partecipato a specifici corsi, aver superato l’esame e essere iscritto all’albo provinciale, possono collaborare con i guardacaccia – o comunque con gli agenti di vigilanza venatoria – per il controllo e la gestione degli ungulati presenti sul territorio) che partecipano attivamente alle operazioni dovute all’emergenza PSA. I selecontrollori saranno pagati direttamente dagli ATC per le eventuali operazioni effettuate.

Agli ATC infine il compito di individuare ditte autorizzate alla ricezione e allo smaltimento delle carcasse di cinghiali abbattuti durante gli interventi. Le spese sostenute dagli ATC dovranno essere trasmesse e rendicontate trimestralmente alla Direzione regionale Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Caccia e Pesca, Foreste. Le risorse stanziate finora sono di 250mila euro.

Dar Ciriola

 


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