Oltre 6.600 corse saltate da gennaio ad agosto per la metro A, più di seimila per la B

Le risultanze da dossier elaborato dal consigliere comunale pd Massimiliano Valeriani e dalla Cgil di Roma e Lazio, in base ai dati forniti dall’Atac
Enzo Luciani - 7 Ottobre 2011

Da un dossier PD-CGIL risulta che per scioperi, guasti e carenza di personale sulle linee della Metro sono saltate 12mila corse. Oltre 6.600 corse saltate da gennaio ad agosto per la metro A, più di seimila per la B.

Un 2011 da primato del disservizio per tutte le linee su ferro a Roma quello che risulta dal dossier elaborato dal consigliere comunale pd Massimiliano Valeriani e dalla Cgil di Roma e Lazio, in base ai dati forniti dall’Atac. E non si tratta di un’eccezione. Dal 2008 al 2011, periodo preso in considerazione dall’indagine, il servizio è andato costantemente peggiorando. Nel 2008 le corse saltate per la metro A sono state 4.382, nel 2009 il numero è salito a 5.267, nel 2010 a 5.783, per arrivare a 6.611 nell’anno in corso, da gennaio ad agosto. Per la metro B, le corse non effettuate sono state 1.739 nel 2008; nel 2009 si registra una prima impennata con 4.297 corse mancate. Il numero sale ancora vertiginosamente nel 2010, con 7.640 viaggi non effettuati e si attesta a 6.037 nel periodo gennaioagosto 2011.

Massimiliano Valeriani ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Alemanno e all’assessore alla Mobilità Aurigemma “per sapere se siano a conoscenza di tale situazione e cosa intendano fare per rilanciare un trasporto potenziato e di qualità”. “Siamo di fronte ad una vera Caporetto di tutto il trasporto pubblico – dichiara Valeriani – non solo di quello su ferro, ma anche di quello su gomma. Da contratto di servizio, l’Atac dovrebbe garantire 112,5 milioni di chilometri all’anno con gli autobus e 31,7 con le metro e le ferrovie concesse. I dati che emergono finora fanno stimare alla fine dell’anno una diminuzione che potrebbe superare i 5 milioni di chilometri di servizio rispetto a quanto previsto dal contratto”. Altre cifre: solo nei mesi di giugno e luglio il trasporto pubblico di superficie ha effettuato più di un milione di chilometri in meno rispetto alle previsioni di contratto. Le cause più frequenti per questi improvvisi stop, che per i passeggeri si traducono in giornate nere, sono la mancanza di personale, i guasti di materiale, gli scioperi, la mancanza di materiale, i guasti degli impianti. “Inconveniente tecnico”, spiegano i comunicati dell’Agenzia della Mobilità quando si ferma un treno o si chiude una stazione, come è successo appena giovedì scorso. Un convoglio si è bloccato alla stazione Castro Pretorio ed causato l’interruzione di un’ora il servizio lungo l’intero tracciato della B, da Laurentina a Rebibbia. Ma dietro quell’inconveniente tecnico c’è l’odissea dei romani alla mercè degli imprevisti del trasporto pubblico 


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