Omicidio-suicidio in via via Mammucari al Tiburtino sud

Allarme sulla gestione dei comprensori comunali
di Federico Carabetta - 23 Settembre 2009

Due giovani immigrati originari dell’Est europeo (uno rumeno e l’altro polacco), ieri 22 settembre 2009 attorno alle 19,30 sono stati trovati uccisi in un appartamento di via A. Mammucari 25 al Tiburtino Sud.

A fare la macabra scoperta è stato un coinquilino rumeno, abitante anch’egli nello stesso alloggio comunale.

I due cadaveri sono stati ritrovati giacenti sul letto freddati da colpi di pistola.

Inizialmente pareva trattarsi di un thrilling in quanto non era chiaro se si era di fronte a un omicidio-suicidio oppure a un regolamento di conti.

A condurre le indagini sono stati incaricati i Carabinieri della Stazione di Tiburtino Terzo diretti dal Luogotenente Nicola Erriquez . Questi, supportati per i rilievi scientifici dal Nucleo Investigativo dell’Arma di via in Selci, hanno in breve fatto luce sull’accaduto.

E i fatti, secondo la ricostruzione abbastanza verosimile, si possono riassumere in un omicidio-suicidio tra due soggetti legati molto probabilmente da qualcosa di più che una stretta amicizia divenuta poi, per fattori oscuri, estremamente conflittuali e tali da generare un fatto di sangue premeditato.

L’omicida-suicida infatti, la sera precedente aveva sottratto la pistola del delitto in casa di una guardia giurata dove aveva cenato.

Con quell’arma, e senza alcun preavviso, il giovane rumeno avrebbe freddato il polacco e poi si sarebbe quasi subito suicidato.

Adotta Abitare A

L’episodio, al di là del fatto di sangue, deve costituire un campanello d’allarme, un avvertimento perentorio che deve richiamare fortemente l’attenzione delle istituzioni, in primis dell’Assessorato al Patrimonio del Comune di Roma, sulle conseguenze estreme derivanti dal modo in cui viene condotta la gestione dei comprensori comunali.

È da anni che l’associazione “Vivere Verde” e il Comitato Tiburtino Sud denunciano alle autorità comunali l’abbandono e le carenze nella gestione del patrimonio abitativo pubblico di Roma, nella fattispecie del mancato controllo sul legittimo uso degli alloggi e ravvisano, proprio in questa omissione di controllo, un attentato concreto e continuo alla sicurezza dei cittadini.

Di fronte a questa tragedia è d’obbligo infine porsi la domanda: chi risulta essere assegnatario di quell’unità abitativa? L’Assessorato al Patrimonio, i vigili addetti alla tutela dello stesso patrimonio hanno accertato se chi risiedeva in quell’alloggio, da anni, avesse i titoli previsti dall’apposito regolamento comunale?


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