Operazione contro truffa informatica

Arrestate 5 persone a Roma e Pesaro
Enzo Luciani - 30 Novembre 2012

Dopo circa 1 anno di indagini, la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha portato a termine una complessa attività investigativa concernente il fenomeno del cosiddetto “phishing”, che nella sua più recente versione prende il nome di “smishing”.

Le indagini hanno portato all’arresto di 5 persone a Roma e Pesaro e all’esecuzione di 15 provvedimenti di perquisizione a cittadini italiani ed extracomunitari, di età compresa tra i 30 ed i 55 anni, a Roma, Pesaro, Napoli, Treviso, Trento, Vicenza, Cosenza, Vibo Valentia e Guidonia.   Le accuse vanno dalla truffa alla frode informatica, all’accesso abusivo a sistemi informatici fino all’utilizzo illecito di carte di credito clonate. L’iter prendeva inizio con l’invio a migliaia di ignari utenti di messaggi truffaldini sul telefonino (con una frequenza di circa trecento al minuto) che chiedevano di aggiornare i propri account o promettevano ricariche premio gratuite, invitando chi li riceveva a visitare pagine web di siti commerciali e di istituti di credito.   Questi siti erano ovviamente una replica di quelli reali, costruiti ad arte dall’organizzazione criminale, col fine di rubare i dati personali, user id e password. Mentre i dati così recuperati consentivano ai malviventi di risalire ai numeri delle carte di credito abbinate agli utenti. Questi dati venivano poi utilizzati dall’ultimo anello dell’associazione criminale per fare acquisti on-line di materiale informatico, telefonini, abbigliamento, macchine fotografiche e, soprattutto, per ricariche telefoniche, ognuna di 300 euro, al fine di generare traffico telefonico e accumulare così punti premio di alcuni gestori telefonici. Che a loro volta consentivano di ottenere i premi messi in palio, tra cui i-pad, telefoni cellulari ed altri prodotti hi-tech destinati per lo più ad essere rivenduti.   Inoltre, la carte di credito clonate venivano utilizzate per ricaricare conti paypal e conti correnti bancari svizzeri ed albanesi, intestati a persone compiacenti e collegati al sito e-commerce artisana.it. Tutta l’attività illecita ha fruttato centinaia di migliaia di euro all’associazione criminale, somma che veniva ripartita secondo prestabilite percentuali in base alla posizione gerarchica all’interno dell’organizzazione medesima.   Nel corso delle perquisizioni e degli arresti sono stati sequestrati computers, telefoni cellulari, i-pad, sim card, carte di credito clonate e vario materiale acquistato on-line in modo fraudolento, nonché una gsm-box con la quale venivano inviati migliaia di messaggi. Al termine dell’operazione è inoltre stato oscurato il sito www.artisana.it.  

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