Opere pubbliche e Next Generation EU

GiProietti - 17 Marzo 2021

Secondo un ottimo studio della Banca d’Italia i tempi medi di realizzazione di un’opera pubblica sono 10 anni: 2 per la progettazione, 6 per l’affidamento e gli ultimi 2 per l’esecuzione.
Il neo Ministro Giovannini conosce molto bene questi dati, come anche ha approfondito i contenuti del Next Generation EU ed i tempi imposti dal relativo Regolamento.

Intercettare la realizzazione delle tante opere pubbliche, fondamentali per la Ripresa e la Resilienza italiane, con la disponibilità effettiva delle risorse europee è un’operazione complessa e di alta managerialità politica, per la quale confidiamo sui Ministri tecnici di Draghi.
Ma ricostruire senza indugi la efficacia e la efficienza della Pubblica Amministrazione, a partire dai Gruppi di alta Ingegneria, smantellati negli ultimi decenni di facili appalti, è vitale e sacrosanto.

Abbiamo validissimi ingegneri formati nei nostri eccellenti Politecnici, cresciuti e temprati da anni di precariato e da avventurosi slalom tra la burocrazia imperante.
Loro sanno come proporre semplificazioni e riforme del Codice degli Appalti, hanno la creatività per ideare, la preparazione per progettare al meglio e affidare in tempi utili l’esecuzione delle opere, anche “a lotti funzionali”, come ha capito Giovannini, cioè in segmenti completati e utilizzabili da tutti i cittadini entro il 2026, come impone il Next Generation EU. Poi le opere complete potranno essere finite nei due anni successivi.

E questi giovani ingegneri, li conosco bene, hanno anche la grinta e l’impegno per accorciare quei 10 anni di tempo medio almeno del 40%!
Ce la faremo!

Buon lavoro a tutti.


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