Ostiense ancora abbandonato dall’Ama

Catarci: “L’inefficienza sta toccando punte impensabili, la demagogia è in crescita e non si conosce il significato della parola tempismo”
di Alessia Colasanti - 18 Ottobre 2011

Nuove lamentele degli abitanti dell’XI Municipio che segnalano l’indecente condizione di degrado della zona Ostiense.

“Per l’ennesima volta – sostiene Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI – ci vediamo costretti a denunciare l’intollerabile situazione di mancata pulizia nelle strade intorno alla Stazione Ostiense, in particolare per: via Bartolomeo Bossi, via Francesco Carletti, via dei Conciatori, via della Stazione Ostiense, via Matteo Ricci.”

Alle denunce della popolazione, l’AMA risponde che il contratto di servizio con il Comune di Roma prevede la pulizia di queste strade per un massimo di tre volte al mese. Una scelta che, a giudicare dallo stato dei marciapiedi, non è sufficiente per una zona ad alta densità abitativa.

Nell’area è inoltre presente la stazione ferroviaria Ostiense, una delle più importanti della Capitale e una grande concentrazione di locali notturni. Le relative strade non possono quindi essere pulite con una frequenza cosi scarsa. Indispensabile risultano invece un puntuale intervento e una variazione del contratto tra Roma Capitale ed AMA per ristabilire gli interventi di pulizia della zona.

Lecito pensare che questa limitazione sia strettamente legata alla questione economica, in questi tempi di crisi. Ciononostante, “uno dei dirigenti – dichiara Catarci – ha ottenuto in questi giorni una buonuscita di due anni, circa 400.000 euro in aggiunta al regolare trattamento di fine rapporto”. Poco conta il fatto che sia uno dei principali indagati su Parentopoli.

Lo stato di via di Villa di Lucina, nel quartiere San Paolo, è comunque ferma da luglio 2010, e gli ormai famosi cassonetti a scomparsa continuano ad essere inutilizzati e lasciati all’incuria, in quanto non si è ancora stipulato un contratto per la corrente necessaria per il sollevamento.

I cassonetti, quelli che invece non avrebbero bisogno dell’alimentazione elettrica, insufficienti nel numero e malridotti, rimangono spesso strapieni, affiancati dall’immondizia che rimane in terra per giorni. Una situazione che scoraggia anche i più convinti nell’attività della raccolta differenziata dei rifiuti.

“All’Ama – conclude Catarci – l’inefficienza sta toccando punte impensabili, la demagogia è in crescita e non si conosce il significato della parola tempismo.”

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