Parco archeologico Villa Gordiani, la circostanziata denuncia del WWF

Le richieste per risollevare dal degrado l'intera area
Redazione - 7 Marzo 2019
Abitare A Speciale

Qui di seguito riportiamo una circostanziata denuncia (con allegata documentazione fotografica), inviata dal WWF Roma e Area Metropolitana Gruppo Pigneto-Prenestino al Gruppo 5 Prenestino di Polizia Locale di Roma capitale, al Presidente del Municipio Roma 5 Boccuzzi, all’Assessore all’Ambiente del Municipio Roma 5 Pulcini, al Responsabile per il Municipio Roma 5 della Sovrintendenza Capitolina Zanzi, al Responsabile per la manutenzione del verde pubblico per il Municipio Roma 5 Maggi.

In essa si segnala il degrado ambientale in cui versa il Parco archeologico della Villa dei Gordiani e contestualmente la chiusura di due cancelli di accesso rispettivamente su Via Prenestina e su Via Olevano Romano e si chiede il ripristino dell’efficienza delle recinzioni presenti nell’area del parco che affaccia su Via Olevano romano.

Ed ecco il testo integrale:

Da alcuni mesi i cancelli di accesso della parte della Villa dei Gordiani che affaccia su Via Olevano Romano sono stati chiusi con catene e lucchetti. Detto provvedimento risulta essere stato motivato dalla necessità di contrastare i fenomeni di prostituzione che si verificavano nella parte di parco prospiciente via Olevano Romano non solo nelle ore notturne ma anche di giorno.

Il Parco archeologico della Villa dei Gordiani, oltre ad essere un bene archeologico nonché un bene paesistico ricadente all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, vincolato con D.M. 24.10.1995 da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, ricade in settore urbano che presenza gravi carenze di verde pubblico procapite.

Ne consegue non solo la necessità di tutelare e salvaguardare detto bene, ma anche di garantirne la fruibilità da parte dei cittadini.

La scrivente Associazione ritiene che i fenomeni di degrado sociale ed ambientale sopra descritti possano essere arginati non limitando la fruibilità del Parco in questione, ma adottando i seguenti provvedimenti: chiusura del Parco nelle ore notturne; intensificazione dei controlli da parte della Polizia di Roma capitale e delle Forze dell’Ordine nelle ore diurne; estensione dell’impianto di illuminazione alla parte di Parco in questione, la quale appunto ne risulta essere esclusa; diradamento delle siepi che ostacolano la visibilità dell’area da via Prenestina e via Olevano Romano.

Durante la scorsa estate si è provveduto a diradare la siepe  lungo il perimetro su Via Prenestina e Via Olevano Romano, ma sia il cancello su Via Olevano Romano di fronte alla Clinica Fabia Mater, sia quello su Via Prenestina continuano ad essere chiusi, impedendo così l’accesso al Parco.

Questa parziale chiusura del parco, che scoraggia la frequentazione del medesimo da parte dei cittadini, favorisce invece lo sviluppo della prostituzione, come si evince dalla presenza di un materasso adagiato tra la rete che circonda la voragine apertasi in prossimità della cisterna romana e l’adiacente siepe di oleandri ed alla contestuale presenza di consistenti tracce attestanti il consumo di rapporti sessuali.

Peraltro la porta di accesso all’area recintata attorno alla voragine è priva di lucchetto, mentre la recinzione risulta essere stata abbassata per favorire lo scavalcamento della medesima.

Anche la recinzione attorno al piccolo monumento adiacente la recinzione su via Prenestina, sebbene un cartello monitore indichi una situazione di pericolo, è divelta sul lato che affaccia via Prenestina.

Si chiede quindi di riconsiderare la scelta di mantenere chiusi i due cancelli di accesso, garantendo la sicurezza dei visitatori attraverso la manutenzione delle recinzioni esistenti, e contrastando i fenomeni di prostituzione attraverso la rimozione del materasso presente ed un adeguato servizio di sorveglianza.

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti