

Il rogo divampato nella giornata di ieri mercoledì 25 giugno 2025 tra via di Centocelle e viale Palmiro Togliatti
Oggi giovedì 26 giugno, tra il profumo amaro del fumo e le prime verifiche sul terreno annerito, il Parco Archeologico di Centocelle si è svegliato con una domanda sospesa nell’aria: è stata solo sfortuna o c’è qualcosa di più dietro l’incendio divampato nella giornata di ieri mercoledì 25 giugno 2025 tra via di Centocelle e viale Palmiro Togliatti?
Il rogo, scoppiato proprio a ridosso dell’area dove un tempo sorgevano gli sfasciacarrozze, ha scosso la comunità locale e riacceso le ansie di chi, con fatica, sta cercando di far rinascere il grande polmone verde dell’Est romano.
A rassicurare, almeno in parte, è stato il comitato PAC Libero, da anni attivo nella tutela del parco. “Le fiamme hanno coinvolto soprattutto la vegetazione.Essenze arboree, arbusti ed erba – racconta Cristiana Trizzino – perché i rifiuti fortunatamente erano stati rimossi nei mesi precedenti e le auto dell’autodemolitore angolo Casilina-Togliatti sono state fatte sgombrare“.

“Il parco non è stato toccato – conferma Edoardo Annucci, assessore all’Ambiente del Municipio V – l’incendio ha interessato un versante di proprietà ATER, in fase di acquisizione da parte del Comune”. Un dettaglio importante, che riporta l’attenzione su un tema ancora aperto: la necessità di acquisire le aree private adiacenti al parco, per metterle definitivamente in sicurezza e restituirle ai cittadini. E proprio quel confine tra il già pubblico e il non ancora, ieri ha fatto la differenza.
Il pensiero, inevitabilmente, è andato al luglio del 2022, quando il fuoco divorò 21 autodemolitori lungo viale Togliatti. “il Servizio giardini era già intervenuto sul verde all’interno del parco – chiarisce Giammarco Palmieri, presidente della Commissione Ambiente – garantendo le fasce di rispetto e, in questo modo, si è potuto evitare che le fiamme divampassero dentro l’area”.
Una paura alimentata anche dalla strana coincidenza: nello stesso momento, un altro incendio è scoppiato nel pratone di Torre Spaccata, con conseguenze ben più gravi. “È difficile pensare a un caso – commenta Trizzino – e l’amarezza è tanta: accade proprio quando i segnali di riqualificazione iniziavano a essere tangibili”.
L’area verde è infatti coinvolta in un ampio piano di interventi che, a detta del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dovrebbero trasformarla nel “Central park di Roma est”. Al momento, in particolare, sono in corso i lavori per i nuovi accessi pedonali: quello da via Casilina, per cui il cantiere dovrebbe concludersi entro la fine dell’estate e quello su via di Centocelle, che permetterà di collegare il parco con il Quadraro e con Tor Pignattara. A cui si aggiungeranno gli ingressi da via Togliatti, all’altezza di viale dei Romanisti per l’Alessandrino e Torre Spaccata e da via Papiria per il quartiere Don Bosco.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Nel Parco furono realizzati dalla Giunta Veltroni ben tre Pozzi artesiani forniti addirittura dí pompe per irrigare o dare acqua a cisterne o punti strategici per antincendio. Invece niente e si continua a tagliare l’erba quando questa raggiunge altezze impossibili. Si recuperano questi puzzi o li annoveriamo nell’infinito pozzo degli SPERPERI?