Paremiologia* dell’ignavia italiana

Perdere o rallentare uno o due anni di percorso formativo dei minori non è come subire questo gap da adulti: è una perdita decuplicata
Claudio Porena - 22 Febbraio 2021

L’indifferenza, scellerata e sociopatica, di noi che deprediamo la Madre Terra, incuranti persino degli effetti a breve termine che ricadranno sulle nostre cucciolate, il crederci al sicuro per il solo fatto che la povertà e la morte non hanno ancora bussato alla nostra porta, rasenta – anzi sfocia nella – follia criminale.

Il cittadino tira acqua al suo mulino e, sempre che gli rimanga forza di volontà, cura soltanto il proprio fazzoletto d’orto, nella migliore delle ipotesi. Siamo sull’orlo del punto ipercaotico irreversibile; eppure alcuni di noi sentono l’imperativo di ripartire con il nuovo, lungi dal voler tornare a una normalità nostalgica che non può vantare nulla di normale, considerate le ingiustizie e il decadimento sociale e ambientale che tutti ben conosciamo: è tempo (e a ricordarcelo non è solo il Climate Clock) di vigorose sterzate!

Un tale cambiamento discende però dalla riscoperta dello spirito collettivistico e dalla coscienza che siamo parte di un’unica Umanità, integrata alla natura ed enzima del pianeta Terra.

Le leve del nostro domani, bimbi, fanciulli e ragazzi, sono – dalla percezione che lo scrivente ne ha – abbandonati da genitori inermi davanti agli screen di pc, telefonini, playstation, televisioni, e rischiano di atrofizzare la creatività e l’iniziativa per il futuro: per questi minori, perdere o rallentare uno o due anni di percorso formativo non è come subire questo gap da adulti: è una perdita decuplicata, una triste sfumata di occasioni – primo – per mettere a frutto i mesi di forzata reclusione da pandemia e – secondo – per non memorizzare e archiviare in toni traumatici un’attualità che poteva – e può ancora – essere riconvertita in risorsa educativa e formativa ad ampio spettro.

 

* paremiologìa s. f. [comp. del gr. παροιμία «proverbio» e -logia]. – Lo studio dei proverbî, soprattutto come espressione dell’animo e del costume popolare.


Commenti

  Commenti: 1

  1. Alessandro Valentini


    Bellissimo articolo che ogni persona, di ogni fascia d’età dovrebbe leggere per poi riflettere. Ma riflettere porta all’ autocritica che è ormai un dono per pochi.

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