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Paura a Roma: terrorizza i clienti con un machete all’interno di un bar e devasta il locale

Il 48enne ha impugnato la maxi-lama scagliandosi contro arredi e Carabinieri, supportato dal congiunto 50enne. Soltanto trenta giorni fa era stato fermato per un fucile con le canne tagliate nascosto nei sotterranei

Un tardo pomeriggio di ordinaria follia sfociato nel terrore tra i clienti di un locale. Intorno alle 19:30 di ieri 20 luglio, in via Rapagnano, in zona Fidene, un uomo di 48 anni ha scatenato il caos all’interno di un bar: per cause ancora al vaglio degli investigatori, l’individuo ha iniziato a distruggere alcuni tavoli prima di brandire un imponente machete, seminando il panico tra gli avventori.

Le immediate segnalazioni inoltrate al 112 hanno fatto scattare l’intervento tempestivo delle gazelle del Nucleo Radiomobile di Roma, giunte sul posto mentre il quarantottenne tentava una disperata fuga.

La colluttazione e l’aggressione ai militari

All’arrivo degli operativi dell’Arma, il 48enne romano – figura già ben nota alle forze dell’ordine – ha opposto una feroce resistenza pur di non farsi ammanettare.

Situazione esasperata dall’irruzione del fratello di 50 anni, sopraggiunto pochi istanti dopo per fare scudo al congiunto e ostacolare l’intervento della pattuglia.

Dopo attimi di concitato scontro fisico, i Carabinieri sono riusciti a sopraffare i due uomini, disarmando il 48enne della pericolosa lama, che è stata subito posta sotto sequestro, e mettendo in sicurezza l’intera area.

In tribunale a Piazza Clodio: un mese fa la scoperta del fucile a canne mozzate

Scortati nei locali della caserma, i due residenti del quartiere sono stati arrestati in quanto gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e porto abusivo di armi. Entrambi sono stati condotti nelle aule giudiziarie di piazza Clodio per essere sottoposti all’udienza di convalida.

L’episodio conferma la pericolosità sociale del 48enne: soltanto trenta giorni fa l’uomo era finito in manette per detenzione abusiva di arma clandestina, alterazione e ricettazione.

In quell’occasione, una perquisizione nella sua cantina aveva portato alla luce un fucile calibro 12 con canne e calcio segati per facilitarne il trasporto sotto gli abiti, insieme a un serbatoio di 5 cartucce.

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