Pedaggi, stop del Tar. No aumenti per autostrade e Gra

Il Tar del Lazio blocca il decreto che aveva disposto l’incremento del costo del pedaggio
di Marco Rollero - 2 Agosto 2010

No all’aumento del pedaggio in autostrada e sul Grande raccordo anulare perché è un iniquo balzello. Il Tar del Lazio blocca il decreto che aveva disposto l’incremento del costo del pedaggio che riguardava, tra l’altro, 9 caselli intorno al territorio di Roma. Il ricorso al Tribunale amministrativo era stato presentato dalla provincia di Roma e dal Presidente Nicola Zingaretti. I giudici hanno dato ragione a quel ricorso "perché – spiegano nell’ordinanza – al pagamento deve corrispondere un servizio, ovvero l’utilizzo di una infrastruttura; non può trattarsi di una tassa pura e semplice".

Il provvedimento in questione, scrivono i giudici, «per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura; al contrario tale carattere non appare sussistente in alcuna delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura».

Piena Soddisfazione del Presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, il quale fa sapere che: "Il pronunciamento del Tar del Lazio è estremamente importante e ci rende molto soddisfatti, è stata evitata un’ingiustizia, e cioè che a pagare la festa siano sempre gli stessi, soprattutto chi la festa non l’ha mai fatta".

"In un momento di stretta economica – ha sottolineato Zingaretti – è inaccettabile che siano le classi meno abbienti a doversi far carico della necessità di far quadrare i conti. Il governo deve riflettere: quando si chiedono sacrifici occorrono giustizia ed equita’".Mentre secondo Zingaretti non solo l’aumento dei pedaggi ma tutta la manovra è improntata alla mancanza di rigore e senso di giustizia: "La legge scarica i costi sugli Enti Locali, i dipendenti pubblici, i pendolari. Siamo contenti perchè i cittadini ora sanno che c’è un ente che li difende".

"Infine – ha sottolineato il presidente della provincia di Roma – abbiamo difeso la capitale contro un provvedimento profondamente ingiusto: nel numero globale dei caselli sottoposti a balzello, nove erano nell’area romana".


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