Pedica (Idv): Abbattiamo la statua di Wojtyla alla stazione Termini

La discussa statua rischia di prendere il posto del mostro di Lokness
Enzo Luciani - 17 Agosto 2011

 Nonostante il caldo ferragostano che in questi giorni sta invadendo la città di Roma sembra non volersi placare la voglia di fare polemica politica.

Questa volta nel mirino della polemica facile è finita la tanto vituperata statua in onore del beato Papa Giovanni Paolo II, realizzata dallo scultore Oliviero Rainaldi e inaugurata lo scorso maggio a piazza dei Cinquecento in occasione delle celebrazioni per la beatificazione del pontefice. L’opera, alta oltre cinque metri in bronzo con una patina color argento, nasce con lo scopo di rappresentare il tema dell’accoglienza.

Le fattezze del volto di Wojtyla, infatti, sono state montate sopra una sorta di grande campana bucata al suo interno, così da simboleggiare un grande abbraccio del Santo Padre al popolo romano.
Fin dalla sua presentazione la statua non solo non ha riscosso il successo che si prevedeva, ma sono state numerose le accuse mosse all’artista da parte dei cittadini e non solo che l’hanno definita quasi un’oltraggio alla figura di Giovanni Paolo II. Alcuni sostengono che presto si trasformerà in un rifugio per i senza tetto, altri che non somiglia per nulla al Santo Padre; insomma sembra essersi rivelata un vero e proprio flop per lo scultore Oliviero Rainaldi.

Ed ora la discussa statua rischia di prendere il posto del mostro di Lokness. 

Così nel bel mezzo delle vacanze estive ecco servita la provocazione del senatore dell’Idv, Stefano Pedica, che ha annunciato: "Nei prossimi giorni raccoglieremo le firme per far abbattere la statua del Papa alla stazione Termini. Non possiamo continuare a vedere i turisti smarriti che, passando davanti alla stazione, si chiedono cosa raffiguri quella statua, e la cosa più sconcertante è vedere l’espressione del loro viso quando apprendono che quella statua rappresenta il beato Giovanni Paolo II.

Organizzerò un sit-in – continua il senatore – per chiedere l’abbattimento della statua della vergogna, perché oltre a non rappresentare nulla, la testa di papa Wojtyla è irriconoscibile e inguardabile. Metterò un cartello – conclude Pedica – per chiedere scusa a chi passa davanti alla statua della vergogna e chiederò al sindaco di spendere bene i nostri soldi per l’immagine di un grande uomo che ha cambiato il mondo".

A replicare all’attacco di Stefano Pedica ci ha pensato Francesco De Micheli, consigliere Pdl di Roma Capitale, che ha affermato: “E’ decisamente una trovata di pessimo gusto. Sono parole inadeguate perché relative a un’opera d’arte che, indipendentemente dai giudizi di merito, rappresenta un Papa che è stato beatificato da poco e che presto sarà santificato. Un uomo, inoltre, che rappresenta un punto di riferimento per milioni di fedeli. Quindi tali commenti beceri e volgari senza nessun tipo di equilibrio non rappresentano una linea moderata – conclude – ma una polemica fatta da chi sta all’opposizione in tutte le istituzioni”.


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