Pelonzi: No ai commissariamenti, sì all’Assessorato allo Sport

Il Consigliere comunale del Pd torna a criticare il ricorso ai commissariamenti della Giunta Alemanno e gli esiti “fallimentari”
di Alessia Ciccotti - 28 Dicembre 2009

«Per una corretta e trasparente gestione dello sport non servono commissariamenti ma è necessario istituire l’assessorato alla Sport». Ne è convinto Giulio Pelonzi (Pd), vicepresidente della Commissione Sport del Comune di Roma, che in una nota di qualche giorno fa torna a parlare ancora una volta della vicenda dei Mondiali di Nuoto «che – dice – continua a dimostrare che la strategia dei commissariamenti – messa in atto dall’attuale giunta comunale – limitando l’autonomia decisionale degli Enti Locali, è totalmente fallimentare».

Il fallimento della prassi dei commissariamenti che secondo il Consigliere il Sindaco Alemanno avrebbe intrapreso in varie occasioni, quali il Teatro dell’Opera e la Sovrintendenza Archeologica di Ostia Antica, andrebbe riscontrato negli sprechi, nei lavori non finiti, nelle piscine ancora chiuse al pubblico, nei rimbalzi di responsabilità. «Questi sono i risultati – continua Pelonzi – che si ottengono quando la pianificazione degli eventi e le progettazioni sono fatte alle spalle dei cittadini, senza nessun potere di controllo da parte dei loro rappresentanti.
I debiti della Federazione Italiana Nuoto avrebbero dovuto essere motivo di impedimento per la firma delle convenzioni sugli impianti natatori comunali e invece, a causa del commissariamento, il Comune di Roma ha potuto esercitare il potere di controllo solo successivamente. Inoltre, già da tempo e all’unanimità – continua – in sede di commissione sport avevamo richiesto agli uffici competenti una relazione sul rispetto della normativa e le relative convenzioni».

Per il timore dunque che la Federazione Nuoto non saldi i debiti, il Consigliere Pelonzi sostiene la necessità di ritirare subito le convenzioni alla Fina e della messa al bando del completamento dei lavori degli impianti natatori e della loro gestione «affinché – conclude – diventino finalmente un’opportunità, e non un costo per la città di Roma».


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