Per fermare AMA nella scelta unilaterale di bloccare la raccolta porta a porta, firma la petizione on line

Antonio Barcella - 6 Ottobre 2020

Se tutti coloro che in questi giorni si sono scagliati contro AMA per la sua scelta unilaterale di bloccare la raccolta porta a porta a Colli Aniene, firmassero la petizione on-line sarebbe un grosso successo e diventerebbe il primo segnale che questo quartiere invia alle istituzioni. La petizione è stata promossa da: Associazione Vivere a Colli Aniene, CDQ Cittadini di Colli Aniene Bene Comune, Associazione L’Anfiteatro, Associazione Italiana Casa Ufficio Soci, Università Popolare Michele Testa e cittadini attivi di Colli Aniene. Lo scopo è quello di aprire un confronto istituzionale per trovare soluzioni migliori da quella imposta da AMA.

Ecco il testo della petizione: “Dopo ben 13 anni in cui è stato usato un metodo di raccolta porta a porta dei rifiuti nel quartiere di Colli Aniene in Roma (dove è partita la sperimentazione di questo sistema) l’AMA, con motivazioni pretestuose e non condivise dall’utenza, ha deciso arrogantemente di sostituire detto sistema di raccolta TORNANDO AL PASSATO (NDR: continua a farlo nonostante che l’assessorato gli abbia intimato di fermarsi!). Lo ha fatto senza confrontarsi con il Campidoglio e con i cittadini, senza neppure fermarsi agli appelli proveniente dalla neo assessora ai rifiuti di Roma Capitale Katia Ziantoni.
I cittadini chiedono alla classe politica dirigente di bloccare questo tentativo di AMA e di avviare un tavolo di contrattazione che valuti nuovi sistemi di raccolta o modifichi il precedente sistema porta a porta per soddisfare sia le esigenze dei cittadini che dei lavoratori AMA.
Siamo certi che l’imposizione di AMA porterà solo danni all’ambiente per questi motivi:
1. Questo quartiere sorge sotto l’autostrada A24 e questo favorirebbe il pendolarismo dei rifiuti verso la città di Roma provenienti da altre cittadine laziali
2. Favorirebbe quelli che non vogliono differenziare il rifiuto avendo una maggiore facilità di buttare i sacchetti indifferenziati nel contenitore stradale. Anche la parte di quartiere che manterrebbe il porta a porta (poca per la verità) avrebbe la possibilità di smaltire tutto in questi contenitori.
3. Questo ritorno al passato faciliterebbe il rovistaggio e il prelievo nei cassonetti con conseguenza di strade più sporche nonché una ulteriore produzione di fumi tossici dai vicini campi rom
Le associazioni e i cittadini firmatari di questo documento chiedono l’istituzione di un tavolo di confronto per trovare un’urgente soluzione al problema riservando di ricorrere ad ulteriori azioni per far valere i nostri diritti.”

FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE e FATE FIRMARE.

 

Antonio Barcella


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