Per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

IV edizione del premio che vede impegnati gli studenti di Roma e Provincia ad affrontare il tema della legalità e a ricordare i due grandi magistrati
di Serenella Napolitano - 7 Maggio 2012

Il maxi processo iniziato nel 1982, gli eventi che portarono i magistrati Falcone e Borsellino a creare un pool di magistrati per sconfiggere le mafie, fino ai tragici eventi di Capaci e via D’Amelio. Una escalation di eventi raccontati in maniera diretta umanizzando, come è giusto che sia, la figura di questi due grandi magistrati; a farlo il magistrato Giuseppe Ayala che ha presenziato alla IV edizione del premio “Per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” promosso dalla Provincia di Roma e rivolto ai ragazzi delle Scuole Superiori di Roma e provincia.

Con fare molto schietto e diretto, con il suo inconfondibile accento siciliano, applaudito e amato dai tanti giovani che erano presenti all’evento, Giuseppe Ayala ha spiegato il lavoro affrontato nel corso degli anni che portò negli anni 90 all’arresto di più di 400 persone.

Il filo conduttore è stato il tema della legalità e il magistrato così ha esordito: “E’ doveroso aiutare i giovani e per farlo c’è bisogno che ci arrivino con le idee chiare. Legalità non è solo una scelta etica, ma di convenienza – ha spiegato Ayala – Vi faccio un esempio? Se ci fosse la legalità non avremmo bisogno nemmeno della manovra Monti visto che ogni anno la corruzione fattura 70 miliardi di euro, l’evasione fiscale 130 miliardi e le mafie 140 miliardi”.

“Più intelligenti e meno furbi” questo il monito che Ayala ha dato rivolgendosi agli studenti. Poi è passato a ricordare i suoi grandi amici e lo ha fa fatto raccontandoci la parte più intima del loro rapporto. Di come era Falcone, con il suo fare tipicamente inglese ed il suo humor demenziale “ Anche questo, inglese” ha detto Ayala; ha spiegato attraverso aneddoti l’allegria di Borsellino e i suoi colori politici.
“Erano due cittadini, né eroi, né Superman, facevano semplicemente il loro dovere perchè si ispiravano alla legalità. Li dobbiamo ricordare con un sorriso e senza idealizzarli, e lo dico proprio perché li conoscevo benissimo e ovunque siano a loro piacerebbe essere ricordati per il lavoro svolto”.

Il concorso promosso dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma, in collaborazione con l’Assessorato alla Politiche della Scuola, ha coinvolto gli studenti delle scuole superiori di Roma e del territorio che hanno potuto esprimere idee e riflessioni sulla piaga delle mafie. Per farlo hanno prodotto elaborati di diverso tipo che soo stati premiati.

Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato l’assessore provinciale alla Scuola, Paola Rita Stella e il presidente del Consiglio Provinciale, Giuseppina Maturani, i consiglieri provinciali Federico Iadicicco ed Enzo Ercolani. In sala era anche presente il Vicepresidente del Consiglio Provinciale di Roma, Sabatino Leonetti. Tutti uniti nel sostenere questa importante iniziativa.

“Crediamo nei giovani e oltre alla loro formazione didattica è importante che abbiano una formazione civica. Occorre ristabilire un tessuto di legalità, richiamare i nostri ragazzi e le nostre ragazze alle regole della vita sociale, ai valori della democrazia, all’esercizio dei diritti di cittadinanza. Bisogna diffondere tra i nostri studenti la cultura dei valori civili per educare ad una nozione profonda di diritti ma anche di doveri – spiega l’assessore provinciale alla Scuola, Paola Rita Stella – Per fare questo credo che l’esempio di Falcone e Borsellino rimarrà sempre un faro nella formazione dei nostri giovani, la direzione giusta verso cui dirigerci tutti insieme, istituzioni scuola e società civile”.

“Oggi i giovani delle scuole di Roma e provincia hanno avuto la grande opportunità di conoscere dalle dirette parole del magistrato Ayala la reale e straordinaria esperienza del lavoro da lui svolto con i giudici Falcone e Borsellino nella lotta alla mafia e del loro impegno nel trasmettere alla società italiana la cultura delle legalità. Le parole di Ayala comunicano il senso di una grande amicizia che molto ha sostenuto la loro relazione professionale dando forza e vigore al difficile lavoro quotidiano – conclude la presidente del Consiglio provinciale Giuseppina Maturani – Giunti al quarto anno del premio penso di poter esprimere la grande soddisfazione del Consiglio Provinciale e mia personale per aver fortemente voluto e sostenuto negli anni questa iniziativa”.

Adotta Abitare A

Le scuole vincitrici sono state: il Liceo Scientifico Peano di Monterotondo per l’elaborato scritto; il Liceo Ginnasio Statale E. Q. Visconti per l’elaborato grafico; ITS A. Volta di Tivoli per l’elaborato multimediale. 

Nelle FOTO: magistrato Giuseppe Ayala e Giuseppina Maturani
Maturani, Ayala, Paola Rita Stella
Ayala con i giovani vincitori


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