Perché è urgente un museo per i martiri degli anni di piombo

Il 9 maggio si ricordano le vittime del terrorismo
di Luciano Di Pietrantonio, ex Segretario della Cisl di Roma e del Lazio - 7 Maggio 2012

E’ un “nervo scoperto” il ricordo e soprattutto la memoria delle vittime del terrorismo, nei cosiddetti “anni di piombo”, nel nostro Paese?

Certamente si. Una ulteriore conferma ci viene da alcuni episodi accaduti in questi ultimi mesi per comprendere come nell’opinione pubblica siano ancora presenti forti sentimenti di rabbia, di frustrazione e di delusione.

E’ una ferita che ancora sanguina, non solo nei parenti delle vittime e negli invalidi causati dalla follia terroristica, ma anche da chi ha vissuto direttamente o indirettamente quella stagione di lutti.

Sapere che il terrorista Cesare Battisti, condannato all’ergastolo dalla Giustizia italiana, per il quale era stata presentata richiesta di estradizione dal nostro Paese, viene respinta in via definitiva dal Brasile, dove attualmente è libero. Nello scorso gennaio ha presentato a Porto Alegre a San Paolo un suo libro e ha spiegato “non posso essere coinvolto nelle politiche nazionali” come se per l’Italia non dovesse pagare con il carcere i delitti che ha commesso.

Sapere che nel mese di marzo, c’è chi si è guadagnato vendendo all’asta 17 volantini delle Brigate Rosse e tra questi il famoso comunicato n°16 del 15 aprile 1978, che annunciava la condanna a morte di Aldo Moro, era il momento più drammatico e crudele dell’offensiva della stella a cinque punte contro lo Stato. Chi si è tenuto per oltre trent’anni nei cassetti le omicide farneticazioni dei terroristi ? Perché non donarli a un museo o a una fondazione (come è successo di recente per la Renault rossa, dove fu ritrovato il corpo dello statista Dc in via Caetani)? L’asta è stata esperita ed ora il materiale è in mano di un compratore privato.

Sapere che ad aprile, per l’attentato del maggio 1974 in piazza della Loggia a Brescia, durante una manifestazione antifascista muoiono otto persone e restano feriti in 103 e dopo dieci sentenze non esistono colpevoli e i parenti delle vittime devono pagare le spese del processo. Lo Stato indirettamente trova il modo di intervenire sulle spese.
Una vicenda giudiziaria su fatti di terrorismo più lunga nella storia d’Italia: il 28 maggio saranno passati 38 anni, ma questa sentenza senza colpevoli, non è la sola, è il segno che non si riesce a mettere la parola fine quella stagione sanguinosa.
I depistaggi, i documenti scoperti casualmente nel 1992, complicità occulte non devono impedire di fare chiarezza su questa strage impunita.

Sapere che ai primi di maggio, l’ex terrorista nero Franco Freda, condannato dalla Cassazione per la strage di piazza Fontana a Milano del dicembre 1969 avrebbe dovuto presentare in Campidoglio un libro su Nietzsche e l’intervento del Sindaco di Roma Alemanno ha annullato l’evento nella Sala del Carroccio e tolto il patrocinio del Comune.
Il Presidente della Comunità ebraica romana ha chiesto una indagine su questa vicenda “ opaca e poco edificante” per la città di Roma che ha subito negli anni di piombo attentati, morti e feriti.

Sapere e conoscere questi episodi dimostra come il “nervo scoperto” delle vicende degli “anni di piombo” sia più che mai presente nella coscienza e nell’immaginario di tanti italiani perché i “riflettori sono ancora accesi sui carnefici e c’è stata troppa disattenzione verso le vittime”.

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Gli attentati compiuti sono stati oltre 14.600 e rappresentano la cartina di tornasole di un progetto politico eversivo che ha tentato di minare in maniera violenta la nostra democrazia repubblicana.

La ricorrenza del 9 maggio, quale “Giorno della Memoria, dedicato alle Vittime del terrorismo interno e internazionale, e alle stragi di tale matrice”, è la sesta volta che viene celebrata al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato Napolitano.

E’ importante evidenziare come, in questi ultimi mesi ,la cultura e la comunicazione hanno cercato di aiutare la comprensione e la conoscenza, anche nei confronti delle giovani generazioni con tre testimonianze.

1) Un libro dal titolo “Anatomia delle Brigate Rosse”, definito pregevole di valore scientifico e pedagogico, per l’estrema chiarezza con la quale descrive le radici dell’ideologia politica dei brigatisti. L’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo suggerisce l’utilizzo di questo libro nelle scuole.

2) Un film “Romanzo di una strage” si tratta della ricostruzione dell’attentato avvenuto a Milano nel 1969 e ai tragici fatti che ne conseguirono. Dopo 43 anni si cerca ancora un giudizio oggettivo e condiviso, di quello che fu considerato il primo episodio del terrorismo degli “anni di piombo”.

3) Una trasmissione televisiva “Speciale TG” che racconta con la tecnica dell’inchiesta giornalistica, a distanza di anni, il malessere, i problemi, le difficoltà dei sopravvissuti alle stragi e agli attentati del terrorismo. Il pregio di questo “ Speciale” è aver affrontato anche i problemi di carattere medico e psicologico, questioni spesso ignorate perché i traumi psichiatrici e celebrali non sono stati sempre compresi.

Su queste drammatiche vicende è giusto richiamare le parole di uno scrittore contemporaneo che sostiene “ l’Italia è dimentica per natura, la memoria è un inciampo.”

Non esiste in Italia, e neanche a Roma, che è stata la città dove gli attentati hanno colpito tante personalità che rappresentavano lo Stato, un Museo, un Monumento, una Casa della Memoria per ricordare e testimoniare i drammi degli anni di piombo, per ristabilire la verità dei fatti ed evitare che sulle vittime cadano “il silenzio e la dimenticanza”.

Esisteva una proposta di legge in Parlamento, dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio e del Sindaco di Roma che condividevano l’esigenza di “un sito per ricordare le vittime del terrorismo” ma ad oggi nulla di concreto.

La nostra democrazia va alimentata con la conoscenza della storia contemporanea condivisa anche con i giovani.

Un Museo Nazionale a Roma sarebbe non solo una risposta civica e culturale, ma anche il riconoscimento per chi è morto a causa del terrorismo politico. 


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