Piazzale Loriedo. Bar sequestrato, verde abbandonato

Danno esistenziale ai cittadini e al patrimonio comune, alle finanze di Comune e cittadini
Federico Carabetta - 1 Giugno 2020

I parchi di Roma, sono già riaperti, e quello di Piazzala Loriedo rimarrà sempre chiuso.

“Ci hanno tolto quel meraviglioso giardino curato dal gestore di Dolce e salato e ora è una selva, prima ci vedevo tanti bambini e persone grandi che ci passavano dei pomeriggi parlando tra loro si facevano compagnia, ora è uno scempio”, è stato messo in rete di recente. Fa eco il blog collianiene.org, a cui si aggiunge l’umore locale.

viale BardanzelluSegno che Colli Aniene non  si rassegna a perdere Piazzale Loriedo, specie l’umanità che vi si recava, e che si è dispersa. A soffrire di più sono i bambini. Li vedi con le mamme che, si accontentano della piccola vasca asciutta della piazzetta in Viale Bardanzellu.

A tener sveglia l’attenzione sul problema sono le realtà associative locali, mentre i collianiensi continuano a guardare quei cancelli chiusi, il giardino deserto; i prati  incolti e la grande piscina disperatamente vuota: tutto precluso, tutto abbandonato, tutto in sfacelo.

Le domande, ragionevoli e stringenti, chiedono, con il buonsenso del padre di famiglia, perché, il Comune di Roma Capitale non interviene con energia, non insiste perché la magistratura sblocchi la situazione oppure, in alternativa, informi sulle cause ostative all’apertura di quei cancelli. E poi: come è possibile che il sequestro giudiziario di quel bene pubblico – con risvolti ancora da chiarire – possa condannare sine die quel bene, così cospicuo, ad un oltraggio così deleterio che trascina danneggiando anche i cittadini, non solo in termini finanziari, ma anche esistenziali?

In termini finanziari perché qui non c’è solo un giardino di 10mila mq con i costosi annessi e connessi, ma c’è pure un fabbricato, di un sicuro valore, che stanno entrambi andando in malora. Il fabbricato, già parte del paesaggio, è fatto bersaglio di incursioni ladresche e vandalismi, per cui nulla può giustificare la sua mancata custodia; l’interesse a preservarlo per eventuali futuri utilizzi e la sua decadenza, è un danno che i cittadini dovranno pagare. Di fronte poi al giardino, strettamente legato al benessere dell’umanità collegata, il suo abbandono non è stata mai una condizione per tornare alla legalità. Quindi soggiace semplicemente alla sciatteria, alla mancanza di interessamento al territorio, da parte di chi, pur adeguatamente corrisposto, ha preferito – per calcolo o per neghittosità – accogliere per genuina  una falsità, senza verificarne la giustezza.

Di conseguenza non è stato solo chiuso il fabbricato oggetto della violazione ma, pretestuosamente, è stato pure sbarrato il giardino con la fontana e il suo costoro impianto elettrico ed idraulico. Anche qui toccherà ai cittadini pagare.

In quanto al municipio, avrebbe dovuto interessarsi della sorte del  complesso, in particolare dell’incolpevole giardino, ma si è evidentemente … distratto; il Comune di Roma Capitale da parte sua, non ha voluto accorgersi del danno al proprio patrimonio perché, se avesse tramite il Dipartimento competente approfondito, facilmente avrebbe scoperto che il sequestro giudiziario non poteva comprendere, insieme fabbricato e giardino.

Inteligenti pauca: Colli Aniene e non solo Colli Aniene aspetta. Ma quando dovrà ancora aspettare? Sindaca Raggi e Delegata Della Casa, volete di grazia illuminare i vostri amministrati?

Federico Carabetta

 

 


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