Piazzale Loriedo la riapertura del parco tra speranze e perplessità

Federico Carabetta - 21 Giugno 2019

Sarà un esposto presentato al Comando Carabinieri per la tutela ambientale lo scorso 11 giugno 2019 a far riaprire i cancelli di Piazzale Loriedo? Non lo crediamo possibile.

L’affermazione non dipende da malevolenze partitiche o per odiose e pretestuose repliche come per mancanza di fiducia verso l’Arma benemerita: è che nutriamo forti dubbi e perplessità che l’esposto sia in grado di sortire tale effetto e che la riapertura possa avvenire almeno nell’immediato.

Chiunque può rendersene conto: basta lanciare uno sguardo al di là della recinzione, allo stato generale del luogo. L’inciucio Loriedo, l’abuso prolungato sfrontato e sicuro architettato – di cui nessuno nel passato aveva  dato parvenza di accorgersi – evidentemente deve essere ancora non facile da risolvere anche per le comprensibili forti resistenze  da parte del gestore del bar ristorante estromesso: lo dimostrano l’inutilità di  tutte le iniziative  da tempo intraprese da comitati ed associazioni territoriali. A questi ultimi va riconosciuto di essere stati attivissimi nell’organizzare incontri, petizioni con raccolte di firme, manifestazioni, esposti. Alle corrispondenti promesse però, alle dichiarazioni ed affermazioni fatte da chi – secondo i richiedenti – ne avrebbe avuto potere, facoltà e dovere, non sono fino ad  ora seguiti i fatti.

A questo punto il comitato di quartiere ha presentato l’esposto.

Il documento, che rappresenta con vigore il disagio dei collianiensi e il desiderio di riavere il loro parco, è stato concepito come ultima ratio regis di fronte all’immobilismo e disinteresse, almeno apparenti, di Municipio e Comune di Roma. Questi ultimi, in due anni di incuria, hanno lasciato che un giardino ridente, ordinato, invidiabile, divenisse una piccola incolta foresta e i manufatti, gli impianti idrici, il grande bacino, le parti murarie, rovinati più o meno gravemente se non irrimediabilmente e in balia di atti vandalici.

All’esposto è seguito un comunicato della Presidente del IV Municipio Roberta Della Casa che dice testualmente: “Probabilmente ci saranno novità già a partire dalla prossima settimana (24-30 giugno n.d.r.), sappiamo che la situazione è particolare il gestore tenta di imporre ancora la sua linea ma stiamo risolvendo e presto sarà riaperto alla cittadinanza”.

Riflettiamo: come è possibile riaprire quei benedetti cancelli senza che in precedenza si rimedi a due lunghi anni di abbandono, senza che tutto il giardino compresi annessi e connessi, venga messo in sicurezza, bonificato, venga controllata l’integrità e stabilità degli alberi ad alto fusto, risanate le parti murarie  ecc. ecc.?

La tormentata vicenda di piazzale Loriedo – la seguiamo da quando era una polverosa e indecorosa spianata – riteniamo non possa ragionevolmente finire né la prossima settimana, né nei prossimi mesi. Purtroppo è crudamente realistico pensare che lo sciamare dei collianiensi nel loro beneamato parco debba ancora attendersi; perché, oltre ogni altra considerazione, deve essere reso sicuro in tutte le sue parti, devono essere riattivate le fontane e … reperito – in qualche modo legittimo – chi si assumerà l’onere di assicurarne la custodia,  e chi infine se ne prenderà cura.

Ora, di fronte all’ostinata chiusura del parco durata ben due anni, la gente ha continuato a chiedersi il perché di quella chiusura del tutto ingiustificata dato che il sequestro giudiziario riguardava esclusivamente il fabbricato del bar ristorante, a chiedersi chi ne ha disposto la serrata non tenendo in conto che è l’unico punto di aggregazione e svago di un quartiere pressoché chiuso tra importanti vie di comunicazione; perché si sia insistito nel tenere insensibilmente chiuso quello sfogo per i cittadini; perché ora non si proceda ad accertare che non siano state commesse azioni od omissioni d’atti di rilevanza penale.

Nel frattempo l’estate avanza. Il mese di giugno ha già dato un assaggio e visto i collianiensi boccheggiare per temperature tropicali mentre le previsioni meteo minacciano ancora più caldo. La popolazione annosa del quartiere che può fare per sottrarsi alla calura se non rincorrere ogni possibilità di frescura? E guardando con disappunto e disagio quel bel parco negato, pieno di verzura con le sue fresche promesse, mandare invettive e stendere striscioni invocanti.

 

Federico Carabetta


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