Piccole riflessioni di un ottantottenne scrittore

Suggerite da tanta rabbia e forse anche da altrettante pie illusioni. Prima puntata: Roma e gli emeriti zozzoni
Luigi Boccilli - 16 Luglio 2020

Sto solo in casa. Non combino niente. M’annoio a non finire e, nel pensare al passato, rifletto sul motto “Io nun ciò tempo mai da perde tempo”, da me (per me) creato al tempo dei tempi e sempre rispettato, mentre oggi…

Oggi lo sto vergognosamente tradendo giorno dietro giorno più non impegnandomi a elaborare alcunché, pur ben sapendo che anche la mente è un muscolo e, in quanto tale, occorre esercitarla continuamente, per non farla svanire in un niente assoluto. Non per caso, a questo riguardo, Henry Ford ebbe ad affermare: “La più grande cosa nella vita è mantenere la mente giovane”.

Almeno quella, già!

Decathlon Prenestina saluta

Io ritengo comunque che la mia, di mente, sia ancora abbastanza giovanile o giù di lì, malgrado gli 88 anni appena compiuti, proprio per averla esercitata coi miei studi, oltre che averla sempre sollecitata a pensare e pensare, a rimuginare e a elucubrare senza fine, anche – e forse soprattutto – su questioni profonde e complicate, tipo quelle riguardanti problematiche individuali, sociali e nazionali, tra le quali quelle che seguono:

– Roma e gli emeriti zozzoni che ne insudiciano le strade!

– La mia amata Italia, addolorato nel vederla precipitare sempre più nel nulla assoluto!

– Le turpitudini di una “Europa Unita”… che di “unito” non ha alcunché!

– Le americanate uccisioni di uomini dalla pelle nera, quasi che sia davvero una minore quantità di melanina contenuta nel sangue a rendere migliori gli esseri più o meno umani.

 

Ora le invierò alla Redazione di “ABITARE a Roma”, brillante giornale romano che lo scorso 14 aprile ebbe a pubblicare quel che io pensassi sul “Coronavirus”.

1. ROMA E GLI EMERITI ZOZZONI

Bene in questa puntata iniziamo con “Roma e gli emeriti zozzoni”.Un cordiale saluto a tutti.

Per quanto concerne gli amabili zozzoni che insudiciano le vie Roma, è ora che la smettano di gettarvi di tutto e di più! Se le portino a casa le loro adorabili zozzerie, i loro affascinanti (sudici) fazzoletti; le loro mirabili bottigliette di plastica e così via!

Se le portino a casa e la smettano di rendere la nostra amata Roma “Una bella donna dalla faccia sporca”.

A questo riguardo non nascondo che quando osservo in Tv il lindore di strade estere nonché del nostro Nord e Sud, soffro nell’apprezzarle, ovviamente pensando a quelle della nostra amata Roma; vie, le nostre, sulle quali gli Addetti possono intervenire poco, date le difficoltà economiche del Comune, ma paradossalmente subito ricoperte di sporcizia non appena l’evento abbia avuto luogo: personalmente ho infatti avuto modo di vedere dei giovani che, camminando sul retro della “Spazzatrice”, gettavano in terra le loro… “turpitudini”!

“Ma – dico – ci vuole tanto a gettare cicche, pezzi di carta e… negli appositi cassonetti posti lungo i marciapiedi?”. “Ma spesso sono pieni”, qualcuno potrebbe obiettare. “Eh no, eh? – replicherei -. Una cicca e un pezzo di carta c’entrano sempre”. Per cui – aggiungerei – chi ha appena parlato è anch’egli, inequivocabilmente, un… emerito sporcaccione”.

Per non parlar poi degli escrementi canini lasciati trionfare imperterriti al centro dei marciapiedi, mentre basterebbe raccoglierla come molti già fanno ben tutelando le proprie mani. E, nella sperabile attesa che anche “costoro” si attrezzino al riguardo, si potrebbe almeno auspicare che provvedano fin da subito a fargliela fare in un’aiola o sotto il bordo del marciapiedi, sia perché il pedone non abbia a dover fare continui slalom sul marciapiedi, sia – ancor peggio!… – per evitare che qualcuno ci scivoli sopra e cada, come s’è purtroppo verificato un paio d’anni fa al Viale G.B. Valente, dove una povera vecchina cadde in modo davvero rovinoso.

Per quanto concerne i luoghi da preferire (possibilmente un angolo di prato, ovviamente laddove un prato ci sia), basta pensare a quei cani che, ben “indottrinati” (!…), ci si recano spontaneamente non appena giuntivi, senza quindi farselo indicare di volta in volta dal proprio padrone; il che lascerebbe supporre che  tali animali sono davvero migliori degli emeriti zozzoni in oggetto, nonché – purtroppo!… – di tanti altri esseri(ni) (cosiddetti) umani.

A scanso di sempre possibili equivoci, desidero precisare che il suindicato titolo “Roma monnezza”, da me assegnato ad uno degli ultimi libri da me pubblicati nel 2018, non riguarda ovviamente Rometta mia, ma i sudici zozzoni (“sudici e zozzoni”: rafforzamento iperbolico, eppure di sicuro anch’esso ancora troppo delicato) che la insudiciano senza provar vergogna.

Come che sia, “zozzo” non è il Comune, non spettando certo alla Sindaca Raggi (o a chi per Essa) raccogliere la me…lma dei cani, eppure…

Eppure, proprio la Raggi, pur se impegnata a gestire una Città economicamente depauperata da tante precedenti (in)Civiche Amministrazioni, potrebbe ora risolvere la presente quaestio senza spendere un soldo, adottando le seguenti semplici rapide e adeguate soluzioni:

 

– diffondere quotidiani spot televisivi, volti a sollecitare i Cittadini perché non insudicino la Città;

– far circolare una coppia di Vigili in borghese, pronti a educare a suon di multe chi non la vuol proprio capire;

– imporre agli Esercenti:

– di collocare (come da qualcuno già fatto) un piccolo raccogli-cicche all’entrata esterna del proprio negozio;

– di tener pulito il marciapiedi avanti allo stesso negozio, premiando con un piccolo sconto sulla “tariffa rifiuti” chi vi ottemperi, recuperandola poi con il comminare “amichevoli” (serie) multe a chi invece non vi ottemperi.

 

Si tratterebbe di piccole-grandi iniziative, grazie alle quali Roma tornerebbe a essere una Città da invidiarsi anche sotto l’aspetto d’una pulizia… tra l’altro anche morale!

Per le altre problematiche spero di poterci “rivedere” al prossimo numero.

 

Luigi Boccilli


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