Piccole riflessioni di un ottantottenne Tranviere – Sociologo – Poeta

Suggerite da tanta rabbia e altrettante pie illusioni - Terza puntata - Un'Europa unita che… di “unito” non ha alcunché!
Luigi Boccilli - 25 Agosto 2020

Un‘Europa Unita che, di unito, altro non ha se non una volgare “comunione” di misere antipatie dei Popol(acc)i del Nord nei riguardi di quelli del Sud. Né qui si tratta d’una sciocca interpretazione personale, bensì d’una rilevazione data da mille e mille tristi realtà, a cominciare da quella di farsi sempre e da sempre gli affaracci loro, anche a danno di chi navighi in brutte acque.

Per sintetizzare in due battute quanto affermato, tali pOPOLI ora (sic, così come uso  rappresentare chi non stimo), già maleficamente “unitari” a danno della Grecia, ora lo sono anche nei nostri riguardi, delegando solo a noi i problemi dell’Immigrazione, evidentemente (fingendo) d’ignorare che, con la presente malefica “Unione”, il Mediterraneo è diventato anche la loro frontiera.

A questo punto dunque, perché non mandarli a “quel paese” (e qui chiedo perdono per aver usato un termine troppo…  delicato!)? E, mandarceli, anche a costo di perdere i relativi rapporti economici e commerciali, quantomeno sulla scia del detto: “Meglio soli che male accompagnati”!

Dar Ciriola asporto

Per quanto poi possa concernere il danaro di cui potremo godere (esigenza, questa, provocata dalla maledetta classe politicastrica che ci ha sprofondati nel pozzo della Storia), molte perplessità me le ha sollecitate il terzo comma dell’art. 136 del MES (in sostanza valido anche per il “Recovery fund”), che testualmente recita: «La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità».

A questo riguardo, ben diverso è il parere dall’economista statunitense Stiglitz (Premio Nobel, 2001), secondo cui: «È preoccupante pensare che ci sono alcuni Paesi in Europa che vogliono imporre condizioni inique all’assistenza. Qui si tratta di rimettere in piedi l’economia di Stati pesantemente interessati dal coronavirus”. Ogni tecnico dotato di buon senso direbbe che i soldi devono essere dati all’Italia a fondo perduto».[1]

Si considerino, inoltre, i titoli degli articoli pubblicati lo scorso 19 giugno e successivo 21 luglio dalla giornalista Flavia Provenzani, intitolati:

 

– «Una fregatura confezionata ad arte»;[2]

– «Per l’Italia una grande fregatura (voluta dall’Olanda).[3]

 

Una “fregatura” artisticamente (per essi) tanto bene organizzata, da indurre Olanda, Austria, Danimarca e… a definirsi “frugali”, mentre altro non sono che “fregaroli”, stante il loro annuo derubare 7,5 miliardi di euro (il 19% delle entrate tributarie), 6,5 dei quali all’interno dell’Europa Unita:[4] come meravigliarsi, dunque, se un paio d’anni or sono l’allora Commissario europeo all’economia, Pierre Moscovici, ebbe a definire tali razzie «buchi neri fiscali»?

Eppure “cOSTORO” continuano ad avere tanta impudicizia, da opporsi pervicacemente a verifiche volte ad accertarne le pusillanimità, non solo facendola franca come sempre, ma persino impegnandosi a detronizzarci anche sotto l’aspetto mafioso!

In questo senso, trionfalmente in prima linea troviamo l’Olanda…

 

– sia per la sua storica (per l’occasione davvero saggia) capacità di ampliare del 20% i propri territori fregandoli al mare, al punto di acquisire l’appellativo di “Paesi Bassi”:

– sia per l’odierna sua – ora davvero (in)saggia – stoltezza di derubare vilmente altri Popoli, al punto di conquistare il brevetto di «paradiso delle holding per un Fisco praticamente inesistente, fino a divenire “palcoscenico con una forza di attrattività spaventosa».[5],[6]

 

E qui il pensiero non può non andare alla Fiat, anch’essa pronta a domiciliarcisi pur ben sapendo che avrebbe danneggiato:

 

– lo Stato Italiano, storicamente sempre pronto a intervenire per… tapparne le falle;

– gli Italiani che l’hanno storicamente privilegiata preferendo di acquistarne le auto.

 

In definitiva, a dir poco ottuso (sia pure forse in buona fede) fu Chi un’Europa Unita perseguì, convinto che tutti i ne avrebbero tratto vantaggi, diversamente dalla Thatcher, la quale profetizzò invece tristi conseguenze pei Paesi economicamente più deboli.

 

Se quanto sopra è vero c’è poco – o niente! – da commentare!…[7]

 

E pensare che, da meravigliosamente ignorante in materia economica qual io sono, all’attuazione sia della (cosiddetta) “Unione Europea” che dell’Euro godei, pensando che noi avremmo potuto migliorare le nostre deficienze comportamentali e, gli altri, ridurre le proprie spesso assurde esasperazioni.

Presto potremo comunque vedere come se ne uscirà! E se neppure al cospetto del terribile “Coronavirus” questa mel…ma d’Europa riuscirà a farlo in modo consono, allora saranno più che motivati, oltre ai risentimenti dei cosiddetti “populisti”, anche le sollecitazioni (sempre più numerose) ad abbandonarla.

Alla fine sarebbero comunque essi” a rimetterci, sia per doverci rifondere almeno in parte (ma quanno mai!…) quanto ci hanno fregato, sia… per non poterci fregare più!

Over tale “miracolo” dovesse davvero aver luogo, sarebbe allora opportuno:

 

– dar luogo a una “unione” dei Paesi del Sud;

– dar vita a nuove alleanze;

– tornare alla Lira con l’accortezza di svalutarla, così da recuperare almeno in parte quanto ci hanno fregato sulla scia del sudicio spread, dovendo qui precisare che tale recupero non potrebbe riguardare prestiti effettuati a tasso mobile ma fisso, così come accadde a me negli Anni Sessanta, quando potei sopravvivere al pagamento dell’appartamento che avevo acquistato a suon di… dollari (!), proprio grazie alla svalutazione della Lira, di anno in anno seguita dalla rivalutazione dello stipendio.

 

«Ma senza quei soldi – qualcuno potrebbe urlare disperato – noi moriremmo!».

«E allora moriamo – risponderei –. Moriamo e basta, almeno ove non siano del tutto smantellate le esagerate intrusioni di “questa” Europa».

«Non puoi però dimenticare – a questo punto urla furiosa una voce dall’Aldilà – che se ora ci troviamo in un pozzo senza fine è solo grazie (grazie? Puah!) ai tanti amabili (!…) politicastri che, come hai già accennato, ne hanno combinate di tutti i colori».

«E anche questo è vero, al punto d’indurmi a idealizzare un controllo contenuto, in grado di non farci perdere l’ultimo infinitesimale briciolo di dignità (forse) rimastaci.

Per quanto mi riguarda, ripescando l’aforisma di Nietzsche: “È meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui”, io preferirei davvero essere pazzo, piuttosto che venir sottoposto alla volontà di pOPOLI… ormai solo da disprezzare.

 

* * * * *

 

Ben so d’aver scritto e proposto cose quasi impossibili da attuare e, ancor peggio, d’essere talvolta esploso in paroline nient’affatto garbate ma, al riguardo la mia rabbia è davvero tanta tanta tanta!

Per concludere con il “Recovery fund” io lo rifiuterei:

 

– sia per le ragioni suddette;

– sia per non farne pagare il fio alle nostre future generazioni;

– sia infine per non prostituirmi… così come mai ho fatto nella mia vita;

– per non divenire anch’io ancor più “schiavi” di questa “Europa Unita”… che di “unito” non ha alcunché, preferirei davvero morire…

 

Morire libero, già, piuttosto che vivere da schiavo!

 

* * * * *

 

Salve a tutti, alla prossima puntata parleremo della Germania, Paese amico… troppo spesso solo per dire!

[1]      Televideo Rai, 20 giugno 2020, ore 12.11.

[2]      https://www.money.it/Recovery-fund-fregatura

[3]      https://www.money.it/Grande-fregatura-italia-recovery-fund

[4]   https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/20/paradisi-fiscali-in-ue-ecco-quanti-soldi-ci-sottraggono-olanda-irlanda-e-lussemburgo-offrendo-alle-multinazionali-una-tassazione-di-favore/5773468/

[5]  https://www.ilsole24ore.com/art/mediaset-fiat-chrysler-e-rolling-stones-ecco-perche-l-olanda-attrae-grande-business-ACLjeHP

[6] Money.it del 3 luglio 2020.

[7]  https://www.informagiovani-italia.com/euro_cosa_ne_e_stato_di_un_sogno.htm

 

Luigi Boccilli


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