Piccole riflessioni di un ottantottenne Tranviere – Sociologo – Poeta

Suggerite da tanta rabbia e altrettante pie illusioni - Seconda puntata - Italia: in caduta libera, nel gran pozzo della storia!
Luigi Boccilli - 26 Luglio 2020

Bene, da “Roma monnezza” ora passeremo alla nostra amata Italia, effettuando qualche rapida – triste!… – riflessione sul Suo odierno trovarsi in…

Bene, poc’anzi ho scritto “alla nostra amata Italia”, mentre…

Mentre, no! Oggi non riesco proprio ad amarla! E non ci riesco pur avendola tanto amata nel passato, a partire dalla mia più tenera infanzia. E poi perché? Semplicemente perché “questa” Italia non è più quella d’una volta; del tempo in cui tutti, rispettandola come “Patria” (termine che non ha nulla a che vedere con l’autoritarismo” per come da molti interpretato), eravamo orgogliosi delle nostre tradizioni, della nostra cultura, della nostra storia, nonché tutti intenti a condividere i problemi comuni e a esprimere Amore per la nostra Terra.

Dar Ciriola asporto

Certo, la Democrazia è bella, non foss’altro perché ci rende liberi e, per quanto qui mi riguarda, persino libero di esprimere le mie opinioni ma… Ma – dico – è forse vera “Democrazia” quella d’oggi? O non s’è piuttosto trasformata in “anarchia”? A questo riguardo basta pensare che, nelle vere democrazie, il “proprio” diritto termina laddove inizia quello del “vicino”; dopo di che… “fermati là!”. E, oggi, quale “diritto” ci è dato di vivere senza il timore di dover subire anche noi, come ogni giorno viene comunicato per altri, rapine e furti in casa, estorsioni, violenze sessuali e cosi via, al punto d’aver raggiunto, nel 2018, «oltre 6.600 reati commessi e denunciati ogni giorno in Italia, circa 277 ogni ora»?[1]

Certo, la bellezza della nostra Terra rimane in tutta la sua integrità. Ma si tratta solo di bellezza “fisica”, perché per il resto… Beh, per il resto, mi basta pensare al fatto che io mai amerei una donna la cui bellezza esteriore non fosse accompagnata da pari bellezza dell’anima. E poi, per essere per davvero amati, non occorre forse rendersi per davvero amabili? E questa mia Italia oggi forse lo è?

Direi proprio di no! E, nel ripeterlo con dolore, penso che il tutto sia peggiorato, con l’aggravarsi dei comportamenti della classe politicastrica dagli Anni Ottanta, fin da allora chiaramente dimentica dei succitati valori patri, al punto d’inferire negativamente nel nostro Essere e farci perdere ogni valore umano, individuale e sociale, fra cui…

– il frantumarsi (è chiaro, solo emotivamente) dell’Unicità nazionale, al punto d’indurre “Nord” e “Sud” a NON sopportarsi ed ancor meno a supportarsi, quasi appartenessero a mondi diversi, mentre il “Centro” altro non fa – e forse altro non potrebbe fare – che limitarsi a rammaricarsene sconsolatamente;

– il perdere ogni potenzialità economica, fino a portare il debito pubblico, da Lire 393.436.510.110 del 1983 (corrispondenti a 605.129.073,30 di Euro del 2020) agli odierni 2.507,6 miliardi di Euro, quindi decuplicandolo in appena un trentennio;

– il depotenziarsi d’ogni rappresentatività internazionale, fino a non farci più stimare da nessuno nel mondo, per cui…

 

Per cui, non sarebbe certo male se chi oggi detiene il potere s’impegnasse di nuovo a rieducare civilmente e socialmente le nuove generazioni fin dalle prime classi d’età… così come si faceva una volta! A cominciare dalle nuove generazioni, già, visto che  per ottenere dei risultati ne occorre ben più di una sola!

Ma per tornare all’italico “debito”, ci vuol forse davvero un genio leonardesco per risolverlo? Direi proprio di no! Basterebbe, infatti:

– semplificare senza ulteriori indugi la vil-burocrazia;

– eliminare tante inutili (spesso ruberecce) spese pubbliche;

– ridurre la quantità dei “Rubbaroli” di Stato, con la speranza che il Referendum del prossimo mese di Settembre confermi il dimezzamento dei Parlamentari (una tantum saggiamente) deciso dal Parlamento e delinquentemente contestato da (evidentemente miseri) politicastri;

– ridurre le leggi, dalle attuali circa 150.000 a non più di 7.000 come in Francia; 5.500 in Germania; 3.000 in Inghilterra,[2] con la ovvia conseguenza d’indurre a forti risparmi, non solo i Privati ma la stessa Pubblica Amministrazione;

– indurre (non certo obbligare) gli italici Risparmiatori a investire nel debito pubblico gli accantonamenti accumulati in anni di duro lavoro, ben diversamente da quanto hanno fatto – e continuano a fare – i Paesi Ladroni… cosiddetti “frugali”.

 

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, si tratterebbe di 4.000 miliardi di Euro – aliquota superiore di ben 1.500 Euro al debito pubblico (€ 2.507,6 nel maggio del 2020)[3] – in grado di coprire abbondantemente il debito dello Stato, acquistandolo temporaneamente e magari anche rinunciando per uno/due anni ai relativi (scarsissimi) interessi. Dopo tutto, cosa comporterebbe per essi non aggiungere ulteriori 100 o 1.000 Euro ai 10.000 o ai 100.000 che ne costituiscono la tranquillità di vita? Ad essi lo Stato dovrebbe poi consegnare una medaglia di (finto) oro, con una targa ricordo da tramandare – felicemente – ai propri Eredi!

Naturalmente la (ir)responsabile classe politicastrica dovrebbe metterci del suo, riducendo di qualche centinaio di centesimi (bah!…) quegli onorari che troppo spesso di onorevole non hanno davvero alcunché!

Ma costoro quando mai lo faranno? Per cui…

Per cui, anche questa altro non rivelerebbe d’essere che una mia tenera utopia, purtroppo valida per confermare il titolo della presente serie: «Piccole riflessioni suggerite da tanta rabbia e altrettante pie illusioni».

Ovviamente il tutto consentirebbe solo un piccolo recupero, comunque utile ad agevolare la crescita e l’occupazione, con conseguente piccola riduzione anche della povertà.

Più bello di così? Io, nel mio piccolo, non ci penserei due volte a parteciparvi, pur più non amando questa mia (forza del paradosso!…) amata Italia, al punto di pensare seriamente di abbandonarla – a 88 anni compiuti – per andarmene a morire all’estero, dove molti si recano invece per… viverci meglio!

 

Per ora fermiamoci qui, sperando di poterci rivedere i prossimi giorni in “Abitare A Roma”, per parlare di questa “Europa Unita che…

… Che di unito non ha davvero alcunché”!

 

 

Luigi Boccilli, Tranviere – Sociologo – Poeta

 

[1] https://lab24.ilsole24ore.com/reati2018/

 

[2] https://it.quora.com/In-Italia-dovrebbero-esserci-circa-150mila-leggi-in-vigore-In-Francia-circa-7mila-in-Germania-circa-5-500-in-UK-circa-3mila-Cosa-pensi-di-questo-fatto.

[3] https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/15/debito-pubblico-bankitalia-a-maggio-sale-di-405-miliardi-e-arriva-a-2-507-nuovo-record-entrate-tributi-278-rispetto-a-un-anno-fa/5868730/


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